
Il presidente del Consiglio ha ricordato anche le 1.200 vittime del lavoro, invocando un “tema di civiltà” in capo a tutti, dal Governo alle aziende
Il premier Draghi è intervenuto al 19esimo Congresso confederale della Cisl, in corso da ieri e fino a domenica 28 maggio.
Il presidente del Consiglio dei ministri esordisce elencando alcune delle tappe già percorse dal Governo per sostenere il lavoro. Dalle intese sui protocolli contro il Covid e sulle vaccinazioni in azienda che “ci hanno permesso di riaprire il Paese più velocemente e di fa ripartire l’economia in sicurezza” alla “collaborazione nell’attuazione del Pnrr grazie al tavolo permanente per il Partenariato economico e sociale“, uno strumento essenziale per “le riforme, i giovani, le donne, il mezzogiorno“.
«Questo elenco dimostra che i risultati del Governo sono il prodotto di un metodo che ci siamo voluti dare insieme» prosegue Draghi, che ringrazia “Cisl e il suo segretario Sbarra, ma anche Cgil e Uil“, assenti al congresso, per “lo spirito di franca e leale collaborazione che mi auspico possa rafforzarsi“.
Draghi ripercorre tutte le difficoltà che in questo periodo rallentano la crescita, a partire dalla guerra che “rende i nostri sforzi complessi ma necessari“. Il mercato dell’energia sta vivendo una “fase di forte volatilità” e dimostra tutta la “debolezza dei nostri sistemi industriali“.
«Tutto questo colpisce soprattutto le realtà sociali più fragili e mette a dura prova la coesione sociale», ma ci costringe anche a “ripensare il nostro sistema di filiera e le nostre catene produttive“.
Draghi cita anche l’assegno unico per i figli introdotto, un “sussidio familiare più semplice e inclusivo“, la riforma dell’Irpef che “ha sostenuti i redditi delle famiglie più deboli” (a questo scopo sono stati stanziati “14 miliardi di euro per rendere il nostro sistema fiscale più razionale e più giusto“).
«Prevediamo il calo dello 0,4% della pressione fiscale rispetto al 2021: è la riduzione più consistente degli ultimi 6 anni. – rivendica ancora Draghi – Per sostenere i salari abbiamo ridotto i contributi a carico dei lavoratori». Ci sono poi il bonus sociale elettricità e gas, il taglio delle accuse dei carburanti, il bonus 200 euro per 28 milioni di italiani.
Oltre a questi strumenti congiunturali, il Governo però opera per rivedere in maniera “strutturale” la nostra economia, anche attraverso gli accordi stretti con l’Algeria e l’Azerbaijan per diversificare il nostro approvvigionamento energetico.
Draghi parla anche dei 600 milioni di euro investiti per creare un sistema di formazione per i giovani “che sia davvero utile al mondo del lavoro“, oltre che delle politiche di welfare e sgravi contributivi per le aziende che garantiscono parità di genere e degli sgravi fiscali per chi rientra al lavoro dalla maternità.
«Molto ancora resta da fare, a partire dalla sicurezza» aggiunge, seguito da un commosso applauso, ricordando le “persone che hanno perso la vita mentre lavoravano, 1.200 nel solo 2021. Alle loro famiglie e colleghi esprimo la più sentita vicinanza, del Governo e la mia personale».
Qui si tocca un “tema di civiltà”, al quale però, spiega Draghi, devono contribuire anche le aziende promuovendo la formazione e un’educazione alla sicurezza.
Mentre “le ragioni della forza tentano di prevalere nel cuore dell’Europa“, Draghi ricorda l’economista Ezio Tarantelli: «l’utopia dei deboli è la paura dei forti». Così, il premier rivendica di aver scelto “senza esitazioni” di essersi messo al fianco di un popolo aggredito, ma anche di condannare gli attacchi neo-fascisti alla sede del sindacato di Roma.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA / Filippo Attili – Ufficio stampa Palazzo Chigi
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