
Secondo il ministro del Lavoro serve “un salto di qualità”
Andrea Orlando è tronato ad affrontare il tema dei salari. «Sono preoccupato ma non pessimista – ha dichiarato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali durante un incontro a sostegno della candidata sindaca di Fabriano (Ancona) Daniela Ghergo – Si apre una fase difficile nella quale ci saranno molte cose destinate a cambiare, ma che dà anche a un territorio come questo nuove opportunità».
Negli ultimi cinque anni, c’è stato calo demografico molto forte in Italia e un milione di giovani che hanno lasciato il proprio Paese per andare a lavorare in altri Paesi dell’Ue. E questo perché negli ultimi 30 anni i salari invece che salire, sono calati, unico Paese europeo – ha dichiarato il ministro – Occorre invertire questo trend. Abbiamo fatto una riforma degli ammortizzatori sociali e una legge sulle delocalizzazioni, varata con molta fatica, costruendo un percorso nel quale nessuno può essere licenziato con un messaggio e con sanzioni che non rispettano le procedure. Ora serve un ulteriore salto di qualità. Il tema dei salari va affrontato subito perché se cresce inflazione e costi e i salari sono fermi, calano i consumi interni. Sto ponendo il problema, prendendomi gli strali dai vertici di Confindustria, per inserire pratiche che evitino il lavoro povero: si lavora, ma non si è in grado di far fronte ai bisogni delle proprie famiglie».
Il ministro si è espresso anche sul cuneo fiscale.
«Io non ho mai fatto una chiusura sul cuneo fiscale – ha dichiarato Orlando – dico che ridurre il cuneo fiscale non basta. In 30 anni il cuneo fiscale, seppure di poco, è diminuito ma i salari se non sono cresciuti. Quindi sono cose che vanno fatte contemporaneamente: rivedere le modalità della contrattazione, stabilire degli strumenti contro il lavoro povero e ridurre il cuneo fiscale sono cose che devono procedere insieme. Se si continua a dire prima questo e poi quell’altro, questo sì quell’altro no, vuol dire che non si vuole fare niente».