
+18 mila su 2020. Si torna ai livelli precedenti il 2014
Crescono in Italia i lavoratori domestici con contributi all’Inps. Nel 2021 sono stati 961.358, con un incremento del +1,9% rispetto al 2020. Si torna così ai livelli occupazionali precedenti il 2014, con una tendenza crescente iniziata nel 2020 (+9,9% rispetto al 2019). E’ quanto emerge dall’Aggiornamento Osservatorio Lavoratori domestici diffuso dall’Inps.
Gli incrementi sono dovuti inizialmente a una spontanea regolarizzazione di rapporti di lavoro per consentire ai lavoratori domestici di recarsi al lavoro durante il periodo di lockdown e, successivamente, al decreto “Rilancio” che ha regolamentato l’emersione di rapporti di lavoro irregolari – soprattutto per i lavoratori stranieri – e i cui effetti si sono estesi anche al 2021: tra il 2020 e il 2021 infatti i lavoratori domestici stranieri sono aumentati del 3,2%.
E’ il Nord-Ovest l’area geografica con il maggior numero di lavoratori (30,5%), seguita dal Centro con il 26,8%, dal Nord-Est con il 20,5%, dal Sud con il 13,0% e dalle Isole con il 9,2%. Mentre la regione con il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia con 184.806 lavoratori (19,2%), seguita dal Lazio (13,5%), dall’Emilia Romagna (8,9%) e dalla Toscana (8,5%).
La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri che rappresentano il 70% del totale. La maggior parte di loro proviene dall’Europa dell’Est.
Nel 2021 la maggior parte dei lavoratori domestici ha una retribuzione annua dai 13.000 euro in poi. Le donne in media ce l’hanno più alta rispetto agli uomini. Il 43,6% degli uomini si colloca sotto i 5.000 euro l’anno, contro il 40,4% delle donne.