
Arrivato nel 2013 si è scontrato con una normativa molto stringente in merito agli NCC
Nel 2013 Uber è arrivato in Italia, scontrandosi con normative stringenti che non gli concedevano grande margine di manovra. Nel 2017 però con il passaggio dal fondatore Travis Kalanick, all’attuale ceo Dara Khosrowshahi si assiste a un punto di svolta. Anche i vertici della divisione italiana passano da Arese Lucini e Carlo Tursi e, dal 2019, a Lorenzo Pireddu.
L’esordio nello Stivale è legato al servizio di noleggio con conducente di UberBlack a Roma e a Milano, che vive in bilico sul confine della liceità, dato che gli autisti devono possedere una licenza, ma per la normativa vigente in Italia gli Ncc devono avere una base di partenza, che UberBlack invece non ha.
Le ostilità maggiori seguono l’arrivo di UberPop, il servizio che permette a chiunque di offrire corse agli utenti dell’app, senza obbligo di licenze e con la propria automobile. Il Tribunale di Milano blocca il servizio nel 2015, per concorrenza sleale e anche la società decide di abbandonare questo progetto.
Nuovamente, nel 2015, il Tribunale di Milano in una seconda sentenza blocca anche UberBlack, in questo caso però la società dà battaglia legale e nel 2017 il Tribunale di Roma accoglie le istanze e ne dà piena liceità. Nel frattempo Uber ha puntato su due nuovi settori, il food delivery (UberEats) e la micromobilità (monopattini e bici targate Jump).
Oggi Uber è presente in 7 città italiane: Milano, Roma, Bologna (2020), Torino e Firenze (2021), Catania e Palermo (2022). A Milano, Roma, Torino e Napoli è possibile utilizzare il servizio UberTaxi (che connette autisti con licenza ma con auto di livello inferiore rispetto a UberBlack), a maggio Uber ha anche stretto un accordo con ItTaxi un consorzio cui fanno capo oltre 12mila tassisti in 90 città che potranno offrire corse sull’app di Uber, oltre che su quella di ItTaxi. Molto più esteso il servizio di consegna del cibo, UberEats è infatti presente in 17 regioni su 20, mentre monopattini e bici Jump sono presenti in 7 città: Milano, Napoli, Palermo, Rimini, Roma, Torino e Verona.
Uber non dichiara il giro d’affari internazionale, ma da quanto riferisce Agi in Italia sono stata 4,3 milioni le richieste di una corsa nei primi cinque mesi del 2022, segnando una crescita del 158% rispetto al 2019. Nel bilancio globale di Uber 24,4 miliardi di dollari sono stati registrati come transati dall’app, con una crescita del 35% rispetto all’anno precedente. Il fatturato è stato di 6,9 miliardi che nonostante sia in crescita del 136% è comunque in rosso, con una perdita di 5,9 miliardi.