
La Banca centrale turca ha mantenuto il suo benchmark al 14% nella riunione di oggi. C’entra anche Erdogan
La Banca centrale della Turchia non alza i tassi di interesse nonostante l’inflazione sia volata a giugno al 78,6%. Il Comitato di politica monetaria, guidato dal governatore Sahap Kavcioglu, ha infatti mantenuto il suo benchmark al 14% nella riunione di oggi. Una strategia prevista dagli analisti poiché segue le stesse mosse oramai da 7 mesi nella convinzione, comunque, che le sue misure marginali saranno sufficienti per invertire un forte calo della lira turca e frenare la spirale dei prezzi.
Gli aumenti dei tassi non sono all’ordine del giorno soprattutto a causa del presidente Recep Tayyip Erdogan che, fermo sostenitore che tassi più bassi possano frenare l’inflazione, si è spesso intromesso nelle decisioni dell’istituto centrale ed ha licenziato ben tre governatori negli ultimi anni che hanno osato contraddirlo.
Neanche a dirlo, la strada seguita dalla Turchia va in senso opposto rispetto alla tendenza globale delle altre banche centrali di alzare i tassi di interesse al fine di combattere l’inflazione. Ultima, in senso temporale è stata la Bce che ha alzato di 50 punti base i tassi dopo 11 anni.