
A Trieste è in corso un convegno con nuove proposte per rendere il nostro stile di vita più sostenibile. Ecco alcune teorie
A Trieste si riflette su sostenibilità, rischio e, soprattutto, sul futuro del nostro ecosistema, in occasione del workshop Quantitative Human Ecology organizzato dalla Fondazione Int. Trieste (FIT), ICTP, Sante Fe Inst. e SISSA; co-sponsorizzato da Missione USA in Italia, in corso all’ICTP di Trieste.
«Le attività umane hanno determinato un declino pervasivo della salute e del benessere del mondo naturale, una tendenza questa che aumenterà ancora, peggiorando la situazione. Possiamo però cambiare imparando dalla sorprendente gamma di forme e funzioni della vita sulla Terra, come le piante, principale fonte per l’ingresso di energia e massa nella biosfera». E’ la posizione di Sandra Diaz, docente di Ecologia all’Università di Cordoba, in Argentina.
Secondo Cordoba, tra le circa 391.000 specie vegetali conosciute possono esserci modelli generali più utili, specialmente per i tipi di strutture vegetali fisiche che tendono a prosperare. Individuare tali modelli potrebbe fornire indizi sul futuro e su come agire al meglio per aiutare a preservare la natura.
Una riflessione sui rischi del progresso l’ha proposta, invece, Michel Dacorogna, dell’Università di Zurigo, che si occupa di matematica assicurativa, gestione del capitale e rischi. Secondo il docente,le moderne società “ricche” hanno molto da perdere e dunque devono essere assicurate per evitare perdite, specificando che, però, i rischi sul pianeta stanno aumentando.
Ad esempio, a causa della crescente concentrazione della popolazione umana in aree pericolose, della mobilità umana. Se si sviluppano nuove tecnologie, emergono anche nuovi tipi di rischi, come per esempio gli attacchi informatici. In generale, i rischi crescono perché assistiamo a un aumento della velocità nel progresso e a una diminuzione dei tempi per prendere le decisioni. Per Dacorogna, la società può diventare più “matura” ma solo se comprende che il rischio è una componente essenziale del progresso e dell’innovazione.
Il convegno si concluderà il 29 luglio.