
Il ministro della Transazione ecologica ha fatto il punto, durante la conferenza stampa sul Dl Aiuti. “Gas russo dal 40 al 15%, ma gassificatore necessario”
«La nostra dipendenza dal gas russo è calata dal 40% a 15%». Così Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi sulla presentazione del Dl Aiuti.
«Quando la Russia ha annunciato il taglio del 30% delle forniture, ci dava 30 milioni di metri cubi giorno, quindi una riduzione da 10 milioni di metri cubi, un decimo di quello che mettevamo ogni giorno negli stoccaggi, esiguo – ha spiegato – visto che noi abbiamo garantito 80-90 milioni di metri cubi al giorno, che ora tendono a calare, per motivi tecnici e di offerta».
Come sostituzione del gas russo, «l’anno prossimo arriveranno 28 miliardi di metri cubi e nel 2024 25 miliardi di metri cubi, metà andrà nelle condutture, da gasdotti, e l’altro sarà GNL – spiega Cingolani -.Il punto fondamentale è essere sicuri che noi possiamo trasformare in gas quel GNL aggiuntivo che abbiamo trovato – sottolinea – E questo è l’elemento che potrebbe essere limitante».
Visto che una componente importante del gas sostitutivo delle forniture russe sarà in forma di GNL, gas liquefatto “non si può mettere a rischio la sicurezza nazionale perché non si vuole mettere un rigassificatore quindi lo mettiamo ma poi lo possiamo togliere, essendo su nave“.
Quindi, con i numeri attuali, il piano di risparmio energetico e la diversificazione in atto, sia sulle forniture che con il dispiego di fonti rinnovabili, «non dovrebbe esserci motivo di procedere a razionamenti».
Una serie di misure, quelle messe in campo, che «non richiedono misure draconiane di riduzione – dice il ministro -, ma, se ritardiamo con i rigassificatori dovremo stare molto attenti», anche se per ora «non ci sarà bisogno di razionamento come capita agli altri Paesi, perchè i numeri che abbiamo sono i migliori d’Europa».
«Gli stoccaggi gas in vista dell’inverno e alla luce delle tensioni con la Russia sono intorno al 74% e abbiamo ripristinato il trend che ci deve portare al 90% a fine anno, con un’operazione importante che fa il GSE come stazione appaltante unica e il contributo di Snam – dettaglia Cingolani -. Se sostituiamo con una curva di crescita molto rapida 30 miliardi di metri cubi di gas russo con 25 miliardi di metri cubi gas mantenendo la rotta sulla decarbonizzazione, riusciamo a mantenere entrambi gli impegni».
Infine la norma sugli extraprofitti relativi al settore delle rinnovabili verrà prolungata fino al 30 giugno 2023, e sono risorse che si liberano per mitigazione costi bollette famiglie e imprese.
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