
Secondo una relazione della Commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema bancario e finanziario, rimangono solo quattro miliardi di euro di impegni
È quasi esaurito lo spazio per la cessione del credito del Superbonus 110%. Stando a quanto riferito dal Corriere della Sera, che cita una relazione della Commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema bancario e finanziario, rischia di esserci poco tempo e spazio per lo sblocco della cessione del credito, arrivato in seguito a un accordo in Parlamento.
Secondo le informazioni fornite dalla Commissione, lo spazio di manovra fiscale per le banche sulla cessione del credito sarebbe praticamente esaurito. Gli istituti hanno a oggi impegni per quasi 77 miliardi di euro, a fronte di un potenziale di poco superiore a 81 miliardi. Rimane, quindi, uno spazio di circa quattro miliardi di euro e circa un mese di pratiche per l’agevolazione.
Dalla relazione stilata dalla Commissione emerge che i tempi medi di erogazione per il Superbonus sono passati da 85 giorni nel 2020 a 134 giorni del giugno 2022. La percentuale di sconto sul valore del credito è passata in media dal 7,43% all’8,85% (con un picco del 10,63%)
Questo significa che per lavori del valore di cento euro, che danno diritto a un rimborso fiscale di 110 euro, in media il contribuente riceveva 101,83 euro nel nel secondo semestre 2020, mentre a giugno si è scesi a 100,26 con punte minime di 98,31 euro. Nel 2020, però, il credito era distribuito su cinque anni, mentre ora in quattro. Da giungo, inoltre, il costo del denaro è aumentato, quindi il ricavato della cessione potrebbe diminuire ulteriormente.
Secondo il Corriere, però, una soluzione potrebbe risiedere nella quarta cessione del credito, che le banche possono effettuare in favore dei clienti professionali e delle partite Iva. Se una banca ha acquistato a 100 euro un credito a 110, offre al cliente la possibilità di saldarlo con 105 euro.
Per lo sblocco delle cessioni è ancora necessario un intervento dell’Agenzia delle Entrate, perché la norma del decreto Aiuti bis solleva da responsabilità i cessionari tranne in caso di dolo o colpa grave.