
La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo traccia un quadro sulla situazione globale, negativamente influenzata dal conflitto
La Bers, Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, prevede per l’economia russa una contrazione del 3% nel 2023, dopo un calo del 5% già nel 2022. La precedente stima per il 2023 era di una crescita zero.
La Bers ha diffuso oggi le stime per l’area di propria competenza, una quarantina di paesi che vanno dall’Albania alla Polonia e al Marocco.
L’inflazione alle stelle e la diminuzione delle forniture di gas a causa dell’invasione russa dell’Ucraina peseranno sulla crescita nell’ex blocco sovietico nel 2023, afferma l’istituto, che ha tagliato le previsioni di crescita dal 4,7% al 3% nella propria regione di riferimento.
Fondata nel 1991 per aiutare i paesi dell’ex blocco sovietico a passare alle economie di libero mercato, la Bers da allora ha esteso la sua portata per includere nazioni del Medio Oriente e del Nord Africa.
«Fattori negativi legati ai prezzi elevati dell’energia, alla guerra in Ucraina, all’inflazione e al previsto rallentamento nell’Europa occidentale, rendono le prospettive per il prossimo anno più cupe», ha detto in un’intervista all’Afp Beata Javorcik, capo economista.
Nel 2022 la Bers prevede però un aumento della crescita del 2,3%, stima superiore all’1,1% precedente, con un aumento “temporaneo” dovuto alla forte spesa per consumi post-pandemia.