
La nuova premier ringrazia tutte le donne che le hanno permesso di “sfondare il tetto di cristallo”
Giorgia Meloni ha tenuto questa mattina 25 ottobre il primo discorso di fiducia alla Camera da quando si è insediata come premier.
«Sono intervenuta tante volte in quest’aula, ma non sono mai riuscita a farlo senza che in me ci fosse un sentimento di emozione e profondo rispetto. Vale a maggior ragione oggi che mi rivolgo a voi in qualità di presidente del Consiglio dei ministri per chiedervi di esprimermi sulla fiducia a un Governo da me guidato. Una grande responsabilità per chi quella fiducia deve guadagnarsela e per chi deve concederla o negarla. Sono momenti fondamentali della nostra democrazia. Voglio ringraziare da subito chi si esprimerà in quest’aula secondo le proprie convinzioni, qualunque scelta farà».
I ringraziamenti della neo premier alla coalizione, Mattarella, Draghi e al popolo
«Un ringraziamento sincero va al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nel dare seguito all’indicazione espressa dagli italiani lo scorso settembre non ha voluto farmi mancare i suoi preziosi consigli. Un ringraziamento va ai partiti della coalizione di Governo, a Fdi, Lega, Forza Italia; a quel centrodestra che ha dato vita a questo Governo in uno dei lassi di tempo più brevi della storia repubblicana. E io credo che questo sia il segno più tangibile di una coesione che alla prova dei fatti riesce sempre a superare le differenti sensibilità per un interesse più alto.
La celerità era doverosa perché la condizione difficilissima nella quale l’Italia si trova non consente di perdere tempo.
Voglio per questo ringraziare anche il mio predecessore, Mario Draghi, che tanto a livello nazionale quanto internazionale ha in queste settimane offerto tutta la sua disponibilità perché vi fosse un passaggio di consegne veloce e sereno anche se il nuovo Governo per ironia della sorte quel Governo era guidato dal presidente dell’unico partito di opposizione all’Esecutivo da lui presieduto. Non c’è nulla di strano: così dovrebbe essere sempre e così è nelle grandi democrazie.
Il mio ringraziamento più sentito va al popolo italiano: a chi ha espresso il proprio voto, con il rammarico che moltissimi hanno scelto di non farlo perché sentono che tanto non cambia nulla, che poi decidono altri, si decide nei palazzi. Noi oggi rompiamo questo trend, dando vita a un Governo politico nel rispetto della volontà degli italiani. E intendiamo farlo al meglio delle nostre possibilità, sempre nell’interesse della nazione. Non useremo il voto degli italiani per sostituire un sistema di potere con un altro contrapposto. Vogliamo garantire a tutti un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere e sicurezza, e se per farlo dovremmo fare scelte che potrebbero scontentare alcuni non ci tireremmo indietro. Gli elettori hanno scelto il centrodestra e hanno premiato determinate proposte rispetto ad altre: manterremo quegli impegni».
Meloni: “grazie alle donne che mi hanno permesso di sfondare il tetto di cristallo”
«Tra i tanti pesi che sento gravare sulle mie spalle oggi non può non esserci anche quello di essere la prima donna a capo del Governo in questa nazione. Quando mi soffermo sulla portata di questo fatto io mi ritrovo inevitabilmente a pensare alla responsabilità che ho nei confronti di tutte quelle donne che in questo momento affrontano difficoltà ingiuste per affermare il proprio talento e penso anche con riverenza a coloro che hanno costruito con le assi del loro esempio la scala che permette oggi a me di salire e rompere quel soffitto di cristallo».
Il programma di Meloni: “siamo parte dell’Occidente, il popolo non ha bisogno di lezioni dall’estero”
«So bene che a molti dell’opposizione non piaceranno molte delle nostre riforme. Sono stati parecchi anche fuori dai nostri confini nazionali a voler vigilare sul nostro Governo. In quest’aula ci sono varie e battagliere forze di opposizione più che capaci di far sentire la propria voce senza bisogno di supporto esterno. E spero convengano con me che chi da fuori dice di voler vigilare sull’Italia non manca di rispetto a me ma al popolo italiano che non ha lezioni da prendere.
L’Italia è parte fondamentale dell’Occidente, Stato fondatore Ue e parte della Nato. Fondato su libertà, uguaglianza, democrazia. Noi siamo gli eredi di San Benedetto, un italiano patrono principale dell’intera Europa. L’Europa: permettetemi di ringraziare i vertici, Michel, Von der Leyen, Metsola, Fiala, e con loro i tanti capi di Stato e Governo che mi hanno augurato buon lavoro. Non mi sfugge la curiosità che il Governo terrà dentro il panorama europeo perché è lì che l’Italia farà sentire più forte la sua voce, per indirizzarla verso una maggiore efficacia.
L’Ue per noi è la casa comune dei popoli europei e come tale deve essere in grado di fronteggiare le grandi sfide dell’attualità, come le scelte geopolitiche, il terrorismo, l’energia; come è stato possibile che un integrazione che nasceva nel 1950 come comunità economica a 70 anni di distanza si ritrovi dopo aver allargato le sue sfere di competenza a essere maggiormente esposta in materia di approvvigionamento materie prime? Chi si pone questi interrogativi non è un nemico o un eretico ma un pragmatico che non teme di dire quando qualcosa non funziona come potrebbe. serve un’integrazione più efficace nell’affrontare le grandi sfide: uniti nella diversità, perché questa la grande forza europea. Una casa comune europea vuol dire regole condivise questo Governo rispetterà le regole attualmente in vigore e offrirà contributo per modificare quelle che non hanno funzionato. la sua forza e la sua storia l’Itali ah il dovere prima ancora del diritto di stare a testa alta in questi consessi internazionali. senza complesso di inferiorità coniugando l’affermazione del proprio interesse nazionale con la consapevolezza di un destino comune europeo e occidentale.
L’alleanza atlantica garantisce pace e sicurezza è dovere dell’Italia contribuire perché la pace ha un costo e quel costo è la capacità di difendersi e la stabilità che dimostra. Voglio ringraziare le donne e gli uomini delle nostre forze armate. La patria vi sarà sempre riconoscente».
Meloni: “continueremo a sostenere l’Ucraina”
«L’Italia continuerà a essere partner affidabile nella nato a partire dal sostegno del valoroso popolo ucraino non soltanto perché non possiamo accettare la guerra di aggressione di una nazione sovrana ma anche perché il modo migliore di difendere il nostro di interesse nazionale.
La guerra ha aggravato la condizione già difficile di aumenti costi insostenibili per imprese che potrebbero essere costrette a chiudere e per milioni di famiglie che non sono pronte a far fronte sbaglia chi crede sia possibile barattare tranquillità ucraina con nostra; cedere aprirebbe strad a anuovi ricatti. i segnali arrivati da ultimo consiglio Ue sono importanti ma insufficienti unico spazio singolo governo nazionale. solo aver discusso di misure contenimento ha frenato speculazione ma se non si darà intervento rapido ripartirà».
La premier: “combatteremo qualunque forma di discriminazione, io mai fascista”
«Libertà e democrazia sono gli elementi distintivi della civiltà europea contemporanea nei quali da sempre mi riconosco. E dunque, a dispetto di quello che strumentalmente si è sostenuto, non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime, fascismo compreso. Ho sempre reputato le leggi razziali del 1938 il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà il nostro popolo per sempre. I totalitarismi del ‘900 hanno dilaniato l’intera Europa, non solo l’Italia, per più di mezzo secolo, in una successione di orrori che ha investito gran parte degli Stati europei.
Diceva Montesquieu che “La libertà è quel bene che fa godere di ogni altro bene”. La libertà è il fondamento di una vera società delle opportunità; è la libertà che deve guidare il nostro agire; libertà di essere, di fare, di produrre. Un governo di centrodestra non limiterà mai le libertà esistenti di cittadini e imprese. Vedremo alla prova dei fatti, anche su diritti civili e aborto, chi mentiva e chi diceva la verità in campagna elettorale su quali fossero le nostre reali intenzioni».
Meloni su Borsellino: “non dimenticheremo, la lotta alla mafia ci troverà in prima linea”
«La legalità sarà la stella polare dell’azione di governo. Ho iniziato a fare politica a 15 anni, il giorno dopo la strage di Via D’Amelio, nella quale la mafia uccise Paolo Borsellino, spinta dall’idea che non si potesse rimanere a guardare, che la rabbia e l’indignazione andassero tradotte in impegno civico. Il percorso che mi ha portato oggi a essere Presidente del Consiglio nasce dall’esempio di quell’eroe. Affronteremo il cancro mafioso a testa alta in prima linea come ci hanno insegnato i tanti eroi che con il loro coraggio hanno dato l’esempio. I criminali avranno disprezzo e inflessibilità».
Il piano per il caro energia e il Pnrr
«Vogliamo mettere argine a caro energia e accelerare fonti approvvigionamento nazionale. occasione. per Italia: nostri mari procedono giacimento gas che abbiamo dovere sfruttare a pieno. la nostra nazione in particolare mezzogiorno è paradiso di rinnovabili con sole vento calore terra maree fiumi patrimonio energia verde troppo spesso bloccato da burocrazia. con coraggio e spirito pratico Italia potrebbe uscire da crisi più forte e autonoma
Il PNRR è un’opportunità straordinaria di ammodernare l’Italia: abbiamo tutti il dovere di sfruttarla al meglio. La sfida è complessa a causa dei limiti strutturali e burocratici che da sempre rendono difficoltoso per l’Italia riuscire ad utilizzare interamente persino i fondi europei della programmazione ordinaria. Basti pensare che la Nota di aggiornamento al Def 2022 ha ridotto la spesa pubblica attivata dal PNRR a 15 miliardi rispetto ai 29,4 miliardi previsti nel Def dell’aprile scorso».
Meloni: “investire sull’Italia un investimento sicuro”
«Mi sento di dire che se questo governo riuscirà a fare ciò che ha in mente, scommettere sull’Italia potrebbe essere non solo un investimento sicuro, ma forse perfino un affare. Perché l’orizzonte al quale vogliamo guardare non è il prossimo anno o la prossima scadenza elettorale, quello che ci interessa è come sarà l’Italia tra 10 anni
È indispensabile intervenire con misure volte ad accrescere il reddito disponibile delle famiglie, partendo dalla riduzione delle imposte sui premi di produttività, dall’innalzamento ulteriore della soglia di esenzione dei cosiddetti fringe benefit e dal potenziamento del welfare aziendale. Allo stesso tempo dobbiamo riuscire ad allargare la platea dei beni primari che godono dell’IVA ridotta al 5%. Misure concrete, che dettaglieremo nella prossima legge di bilancio, sulla quale siamo già al lavoro».
Perché tutti gli obiettivi di crescita possano essere raggiunti, serve una rivoluzione culturale nel rapporto tra Stato e sistema produttivo, che deve essere paritetico e di reciproca fiducia. Chi oggi ha la forza e la volontà di fare impresa in Italia va sostenuto e agevolato, non vessato e guardato con sospetto. Perché la ricchezza la creano le imprese con i loro lavoratori, non lo Stato tramite editto o decreto. E allora il nostro motto sarà non disturbare chi vuole fare».
Meloni: “il Sud occasione di sviluppo per la nazione”
«Sono convinta che questa svolta che abbiamo in mente sia anche l’occasione migliore per tornare a porre al centro dell’agenda Italia la questione meridionale. Il Sud non più visto come un problema ma come un’occasione di sviluppo per tutta la nazione. Lavoreremo sodo per colmare un divario infrastrutturale inaccettabile, eliminare le disparità, creare occupazione, garantire la sicurezza sociale e migliorare la qualità della vita. Dobbiamo riuscire a porre fine a quella beffa per cui il Sud esporta manodopera, intelligenze e capitali».
Formazione: “l’Italia non è un Paese per giovani”
«Penso di conoscere più di altri l’universo dell’impegno giovanile. Una meravigliosa palestra, indipendentemente dalle idee politiche che si sceglie di promuovere. Confesso che difficilmente riuscirò a non provare un moto di simpatia anche per coloro che scenderanno in piazza contro le politiche del nostro governo».
Rimettere famiglia al centro: “abbiamo bisogno di un piano culturale per riscoprire la bellezza della genitorialità”
«C’è un’altra istituzione formativa importante, forse la più importante. Ed è la famiglia. Intendiamo sostenerla e tutelarla; e con questa sostenere la natalità. Per uscire dalla glaciazione demografica, serve un piano imponente, economico ma anche culturale, per riscoprire la bellezza della genitorialità e rimettere la famiglia al centro della società. Un nostro impegno è di aumentare gli importi dell’assegno unico e universale e di aiutare le giovani coppie ad ottenere un mutuo per la prima casa, lavorando progressivamente per l’introduzione del quoziente famigliare».
Il piano per le pensioni
«Tutele adeguate vanno riconosciute anche a chi dopo una vita di lavoro va in pensione o vorrebbe andarci. Intendiamo facilitare la flessibilità in uscita con meccanismi compatibili con la tenuta del sistema previdenziale, partendo, nel poco tempo a disposizione per la prossima legge di bilancio, dal rinnovo delle misure in scadenza a fine anno».
Flat tax e fisco: “lotta all’evasione ma non caccia al gettito”
«Il terzo punto del patto fiscale sarà una serrata lotta all’evasione fiscale (a partire da evasori totali, grandi imprese e grandi frodi sull’Iva) che deve essere vera lotta all’evasione non caccia al gettito, e sarà accompagnata da una modifica dei criteri di valutazione dei risultati dell’Agenzia delle Entrate, che vogliamo ancorare agli importi effettivamente incassati e non alle semplici contestazioni, come incredibilmente avvenuto finora.
Da questa rivoluzione copernicana dovrà nascere un nuovo patto fiscale, che poggerà su tre pilastri Il primo: ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie attraverso una riforma all’insegna dell’equità: riforma dell’Irpef con progressiva introduzione del quoziente familiare ed estensione della tassa piatta per le partite Iva dagli attuali 65 mila euro a 100 mila euro di fatturato. E, accanto a questa, introduzione della tassa piatta sull’incremento di reddito rispetto al massimo raggiunto nel triennio precedente: una misura virtuosa, con limitato impatto per le casse dello Stato».
Il reddito di cittadinanza: “ha rappresentato una sconfitta”
«C’è un tema di povertà dilagante da non ignorare. Sua Santità Papa Francesco, a cui rivolgo un affettuoso saluto, ha di recente ribadito un concetto importante: ‘La povertà non si combatte con l’assistenzialismo, la porta della dignità di un uomo è il lavoro’. Vogliamo mantenere e, laddove possibile, aumentare il doveroso sostegno economico per i soggetti effettivamente fragili non in condizioni di lavorare, ma per gli altri la soluzione non può essere il reddito di cittadinanza, ma il lavoro. Per come è stato pensato il Rdc ha rappresentato una sconfitta».
Covid: “mai più restrizioni come Governi precedenti”
«Purtroppo non possiamo escludere una nuova ondata di Covid o l’insorgere in futuro di una nuova pandemia. Ma possiamo imparare dal passato per farci trovare pronti ma non replicheremo mai il modello di restrizione precedente».
Il progetto del presidenzialismo
«Negli ultimi 20 anni l’Italia ha avuto in media un Governo ogni due anni, cambiando spesso anche la maggioranza di riferimento. È la ragione per la quale i provvedimenti che garantivano sicuro e immediato consenso hanno sempre avuto la meglio sulle scelte strategiche. È la ragione per la quale le burocrazie sono spesso diventate intoccabili e impermeabili al merito. È la ragione per la quale la capacità negoziale dell’Italia nei consessi internazionali è stata debole. Ed è la ragione per la quale gli investimenti stranieri, che mal sopportano la mutevolezza dei governi, sono stati scoraggiati. Ed è la ragione la quale siamo fermamente convinti del fatto che l’Italia abbia bisogno di una riforma costituzionale in senso presidenziale, che garantisca stabilità e restituisca centralità alla sovranità popolare. Una riforma che consenta all’Italia di passare da una “democrazia interloquente” ad una “democrazia decidente”. Vogliamo partire da presidenzialismo su modello francese ma rimaniamo aperti su altre soluzioni. vogliamo confrontarci con tutti per arrivare a riforma migliore e condivisa da tutti ma non convinceremo a riformare l’Italia se ci trovassimo davanti opposizioni pregiudiziali in questo caso noi muoveremo sulla base di quello che hanno scelto gli italiani.
Sono pronta a fare quello che va fatto, a costo di non essere compresa, perfino non essere rieletta, per rendere il destino di questa nazione più agevole».
Meloni: “legalità vuol dire giustizia che funzioni”
«Legalità vuol dire anche una giustizia che funzioni, con una effettiva parità tra accusa e difesa e una durata ragionevole dei processi, che non è solo una questione di civiltà giuridica e di rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini, ma anche di crescita economica: la lentezza della giustizia ci costa almeno un punto di pil l’anno secondo le stime di Bankitalia. Lavoreremo per restituire ai cittadini la garanzia di vivere in una Nazione sicura, rimettendo al centro il principio fondamentale della certezza della pena, grazie anche a un nuovo piano carceri».