
La misura riguarda gli ex dipendenti in attesa del Tfr-Tfs, ecco come funziona
L’Inps anticiperà dal primo febbraio 2023 la liquidazione ai dipendenti pubblici in pensione in attesa del Tfr-Tfs che ne faranno domanda a un tasso agevolato dell’1% oltre allo 0,5% delle spese. La decisione dell’Istituto di previdenza tenta di risolvere la situazione penalizzante per i dipendenti pubblici che ricevono il loro trattamento di fine rapporto se superiore a 50mila euro a rate (fino a tre se supera i 100mila euro) e che finora potevano chiedere l’anticipo solo a un istituto di credito per un importo massimo di 45mila euro, sobbarcandosi il costo dell’inflazione che cresce un alto tasso di interesse. L’anticipo è programmato in ordine cronologico e fino a esaurimento fondi, reperiti nel Fondo Welfare alimentato con lo 0,35% delle retribuzioni dei lavoratori pubblici per prestazioni come borse di studio ai figli dei dipendenti, vacanze studio, iniziative sanitarie
Il finanziamento arriverà ad esito della certificazione Tfr-Tfs prevista in massimo 75 giorni in più rispetto ai tempi tecnici di istruttoria. Al momento i dipendenti pubblici ottengono all’uscita verso la pensione se raggiunta all’età di vecchiaia, a 67 anni o con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi, solo 50mila euro della loro liquidazione per poi avere il restante importo per 50mila euro dopo 12 mesi e l’eventuale importo restante dopo 24 mesi. «L’ anticipazione del Tfr per gli statali – ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico – è un’innovazione molto importante. Consentirà ai dipendenti pubblici, che per legge devono attendere molto tempo per aver la loro liquidazione, di poter accedere ad un tasso molto agevolato dell’1%, così come fanno ora sul mercato ad un tasso, però, molto più alto. Si tratta di un vero e proprio prestito».