
I percettori potrebbero incorrere in un ricalcolo della Naspi, ma anche alla sospensione o addirittura alla decadenza dalla prestazione
Come ogni fine mese, occhio alle scadenze: alcuni disoccupati percettori di Naspi hanno tempo fino al 31 gennaio per dichiarare il reddito presunto per l’anno in corso. Pena, la sospensione della misura.
A chiarirlo è l’Inps nella circolare n. 94 del 2015 relativa alle attività lavorative autonome, parasubordinate, subordinate o occasionali in concomitanza di percezione dell’indennità Naspi. In questi casi sarà infatti necessario fornire una nuova comunicazione del reddito presunto.
In caso di mancata comunicazione, si precisa ancora, non si incorre comunque nella decadenza della prestazione ma nella sua sospensione fino, naturalmente, all’acquisizione da parte dell’ente previdenziale della nuova comunicazione.
Tale comunicazione avrà lo scopo di ridurre la prestazione Naspi nel caso in cui durante la percezione dell’indennità si svolgano anche attività lavorative di diversa tipologia (autonome, parasubordinate, subordinate, occasionali), entro i rispettivi limiti di reddito imposti per il mantenimento dello status da disoccupato.
Il diritto alla Naspi decade solo nel caso in cui il reddito stimato sia superiore a quello massimo consentito, pari a 8mila euro.
La Comunicazione è da inoltrare all’Inps entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività lavorativa.