
Lo afferma il Centro studi di Unimpresa, che ha condotto un’analisi a campione tra i 16 mila esercizi commerciali associati
L’inflazione cambia le abitudini delle famiglie, spingendo sempre di più la spesa low cost: più di 7 famiglie su 10 hanno provato almeno una volta i discount tra settembre 2022 e febbraio 2023. Lo afferma il Centro studi di Unimpresa, che ha condotto un’analisi a campione tra i 16 mila esercizi commerciali associati.
Secondo lo studio, il 71,4% degli italiani fa economia e cosi’ rispetto ai primi otto mesi dello scorso anno sono piu’ che raddoppiati, tra settembre 2022 e febbraio 2023, gli acquisti sulla base di offerte speciali. Nel carrello della spesa degli italiani, secondo quanto emerge dalla ricerca di Unimpresa, finiscono con sempre maggiore frequenza rispetto al passato prodotti offerti sugli scaffali con sconti, specie quelli con ribassi dei prezzi superiori anche oltre il 30% rispetto al listino ufficiale.
Gli acquisti low cost nel 2022-2023 sono cresciuti del 53% in termini di volumi. L’attenzione alle offerte speciali porta i consumatori a fare una vera e propria “incetta” di beni a basso costo: i cittadini sono diventati super esperti dei volantini, puntano le promozioni e nelle buste della spesa finisce solo quanto è proposto in offerta, mentre restano sugli scaffali dei supermercati e dei piccoli negozi su strada tutti gli altri prodotti.
Tutto ciò, però, ha inevitabili conseguenze negative sui ricavi degli esercenti: secondo prime stime di Unimpresa, l’impatto sui conti potrebbe arrivare ad avere un’incidenza negativa del 72-74%. “Il governo guidato da Giorgia Meloni e’ partito col piede giusto.
Adesso, però, occorrono misure importanti per assicurare a famiglie e imprese i necessari sostegni. “Siamo in una fase di profonda incertezza, l’inflazione altissima e l’aumento del costo del denaro avranno conseguenza negative sul ciclo economico. Già oggi si tastano con mano le difficoltà”, commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara.
“I risultati del sondaggio – prosegue – dicono che c’è ancora molto da fare per riportare il Paese su un sentiero di crescita virtuoso e dicono soprattutto che c’è una crisi di fiducia da parte delle famiglie, elemento che poi innesca una spirale negativa per tutta l’economia”.
“La riforma fiscale – osserva Ferrara – è una formidabile occasione per dare segnali concreti, in particolare alle famiglie più deboli e alle piccole imprese. Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha detto che i decreti attuativi della riforma tributaria dovrebbero arrivare con la prossima legge di bilancio, a fine anno. Noi – conclude – speriamo che il cronoprogramma possa essere rivisto e che una parte delle misure possa essere anticipata e varata prima dell’estate”.
(foto IMAGOECONOMICA)