
Tra le tante novità presenti alla kermesse veronese, eccone una dedicata all’inclusione
Vinitaly, vetrina di novità di gusto e di prodotto, ma non solo, dalla vigna alla bottiglia si guarda anche alla sostenibilità e all’accessibilità spigolando tra i padiglioni. Ed è così che l’azienda biologica Castrum Morisci di Moresco, in provincia di Fermo, propone etichette in Braille, per permettere ai non vedenti di ottenere tutte le informazioni normalmente stampate sull’etichetta di una bottiglia di vino.
Pionieri dell’informazione inclusiva, l’azienda Castrum Morisci – 10 ettari complessivi, dei quali 6 vitati – è interamente biologica, rispecchiando una tendenza particolarmente marcata nella provincia di Fermo, dove l’incidenza delle superfici di vigneto allevato in regime ”organic” supera il 46%.
La produzione aziendale di Castrum Morisci si aggira intorno alle 45-50mila bottiglie, tutte naturalmente con etichetta in Braille, con una marcata attenzione ai vitigni autoctoni come Pecorino e Passerina e ai prodotti della tradizione, come il vino cotto, un vino dolce che ha origine antichissime, ottenuto dalla fermentazione del mosto cotto e la vinificazione con le anfore in terracotta.
La Pasqua nel bicchiere si potrebbe sintetizzare così ”Ginger Easter”, un cocktail firmato dal bartender Giorgio Facchinetti che abbina a Rum Bacardi, Vermouth e succo di Miagawa la soda al Moscato d’Asti e zenzero e lo sciroppo alla colomba, una delle proposte mixology, portato a Vinitaly dal Consorzio Asti Docg. E poi il vino che diventa arte. Per la prima volta dal vivo a Vinitaly, il performer di fama internazionale Fabio Ingrassia ha realizzato due tele ispirate alla mitologia enologica intingendo il pennello in un calice di vino rosso delle Cantine Petrosino.
(foto SHUTTERSTOCK)