
Il riassetto delle catene di rifornimento di beni essenziali è stato uno dei temi centrali del dibattito sorto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina
Agire con razionalità per difendere gli interessi dei cittadini ma senza arrivare alla terza guerra mondiale. Lo ha affermato la direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva.
«Sono tra coloro che sanno cosa sono le conseguenze di una guerra fredda, in termini di perdite di talenti e di contributi al mondo e non voglio che si ripeta – ha detto – e penso sia possibile evitarlo»
«La sicurezza delle forniture e del funzionamento affidabile delle catene di approvvigionamento sta assumendo una maggiore priorità nelle discussioni e nelle decisioni politiche. E dobbiamo riconoscere che non possiamo più dare per scontate alcune cose. L’invasione russa dell’Ucraina non è solo una tragedia per gli ucraini, ma è una tragedia anche per la comunità globale perché invia il messaggio che le spese in difesa devono salire che bisognerà affidarsi di più a Stati amici».
Il riassetto delle catene di rifornimento di beni essenziali è stato uno dei temi centrali del dibattito sorto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, un dibattito che, però, era già nato prima con il rientro in patria delle catene di produzione, il fenomeno del “reshoring” o “friendshoring”, in contrapposizione all’offshoring degli anni passati, ovvero quando le catene e le produzioni avvenivano anche in paesi stranieri attraverso la delocalizzazione.
FOTO: Imagoeconomica