
La Commissione europea ha fatto sapere di avere avviato ispezioni senza preavviso presso le sedi di diverse aziende moda sospettate di attività di cartello in diversi Stati membri dell’Ue
Kering scivola alla Borsa di Parigi registrando un calo dello 0,45% dopo aver toccato un ribasso superiore all’1%. Il motivo è chiaro: essere finita nell’occhio del ciclone dell’Ue. Proprio mentre è scattato il conto alla rovescia per la pubblicazione dei ricavi del gruppo che fa capo alla famiglia Pinault (in calendario il 25 aprile), è emersa la notizia che la Guardia di Finanza del nucleo speciale Antitrust ha effettuato una perquisizione negli spazi italiani di Gucci, il marchio di punta della società nell’ambito di una inchiesta preliminare avviata dalla Commissione Europea per possibili pratiche anticoncorrenziali e abuso di posizioni dominanti sul mercato.
A confermare i controlli, dopo la notizia diffusa da Reuters, è stato lo stesso Kering che in una breve nota ha dichiarato “piena collaborazione” con l’indagine.
Nel dettaglio la Commissione europea ha annunciato di aver effettuato ispezioni senza preavviso presso le sedi di diverse aziende del settore della moda sospettate di cartello. «La Commissione è preoccupata che le società interessate possano aver violato le norme della UE, che vietano i cartelli e le pratiche commerciali restrittive», era scritto in una nota.
Il fatto che vengano disposte, è stato precisato da Bruxelles, non significa che i marchi coinvolti siano rei di comportamenti anticoncorrenziali ma nel caso l’inosservanza delle norme venisse accertata, le multe per le aziende sono salate e arrivano fino al 10% del loro fatturato globale.
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