
In tema di appalti, sono state analizzate procedure contrattuali e monitorati i connessi flussi di spesa per circa 1.5 miliardi, di cui oltre un terzo riferiti al Pnrr
Nei primi quattro mesi del 2023, sono stati individuati 1.936 evasori totali, ossia esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti al fisco (molti dei quali operanti attraverso piattaforme di commercio elettronico), e 9.495 lavoratori in “nero” o irregolari, di cui 1.621 oggetto di somministrazione abusiva di manodopera. È quanto emerge dal bilancio operativo dell Guardia di Finanza.
Sono stati scoperti, inoltre, 360 casi di evasione fiscale internazionale, riconducibili a stabili organizzazioni occulte, a prezzi di trasferimento, a residenze fittizie e all’illecita detenzione di capitali oltre confine.
Complessivamente, nel 2023, i reparti operativi della Guardia di Finanza hanno svolto 8.816 interventi di attività a tutela della spesa pubblica, cui si aggiungono 3.940 indagini delegate dalla magistratura nazionale ed europea che hanno permesso di denunciare 6.424 soggetti e segnalare alla Corte dei conti 1.033 responsabili, accertando oltre 1,24 miliardi di euro di danni erariali. È quanto emerge dal bilancio operativo della Guardia di Finanza.
Le frodi scoperte ai danni del bilancio hanno interessato quasi 170 milioni. Di rilievo sono stati pure gli interventi condotti in materia di spesa previdenziale e assistenziale, in esito di quali sono stati accertati illeciti per 46 milioni di euro. In tema di appalti, sono state analizzate procedure contrattuali e monitorati i connessi flussi di spesa per circa 1,5 miliardi, di cui oltre un terzo riferiti al Pnrr.
Nei primi quattro mesi del 2023, i soggetti denunciati per reati tributari sono 3.726, di cui 88 tratti in arresto. Il valore dei beni sequestrati quale profitto dell’evasione e delle frodi fiscali è di oltre 662,3 milioni. È quanto emerge dal bilancio operativo della Guardia di Finanza.
Intanto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla cerimonia di commiato del comandante generale Giuseppe Zafarana ha detto che “la nomina del comandante generale della Guardia di finanzaarà un processo complesso e condiviso che si concluderà con una deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia”. Quella della nomina è “una designazione delicata, una scelta non semplice che va attentamente ponderata e deve ricadere sul candidato ritenuto più idoneo. Di questo siamo tutti consapevoli”.
“Potremo scegliere tra una platea di generali tutti di primissimo piano e di grande esperienza. Il comandante che sarà scelto – aggiunge – saprà interpretare al meglio il suo ruolo e la sua responsabilità, per guidare con autorevolezza la Guardia di finanza” e avrà “la piena fiducia e l’appoggio del ministro dell’Economia e del Governo”.
(foto ANSA)