
L’Agenzia delle Entrate ha presentato un documento in commissione Industria-Agricoltura del Senato che sta esaminando il Ddl di riordino degli incentivi alle imprese
“La revisione della disciplina degli incentivi andrà coordinata con i contenuti del disegno di legge delega per la riforma fiscale, attualmente al vaglio del Parlamento. Quest’ultima, infatti, indica tra i criteri direttivi dettati al Governo proprio la razionalizzazione degli incentivi fiscali alle imprese e dei meccanismi di determinazione e fruizione degli stessi, alla luce della programmata revisione del sistema di imposizione in materia di reddito d’impresa, anche in coerenza con quanto previsto dalla direttiva Ue 2022/2523 del Consiglio del 14 dicembre 2022, che mira a garantire un livello di imposizione fiscale minimo globale per i gruppi multinazionali di imprese e i gruppi nazionali su larga scala nell’Unione europea”. Così l’Agenzia delle Entrate nel documento presentato in commissione Industria-Agricoltura del Senato che sta esaminando il Ddl di riordino degli incentivi alle imprese.
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Nel documento, si ricorda che “la necessità di ridefinire una disciplina organica in materia di misure agevolative a favore delle imprese discende dalla proliferazione di istituti agevolativi eccezionali, cui si è assistito nel corso degli ultimi anni. Si fa riferimento, in particolare, alle numerose misure di carattere emergenziale che si sono susseguite per dare sostegno ai cittadini e alle imprese più duramente colpiti dalla crisi economica causata prima dagli effetti della pandemia, poi dal consistente aumento dei prezzi dell’energia.
A seguito di questi eventi, si è registrata una intensificazione degli incentivi al tessuto economico e produttivo rispetto al passato, che ha determinato una sovrapposizione di interventi e un aumento delle misure di sostegno pubblico alle imprese. Dati specifici, in questo senso, possono ricavarsi dall’ultima relazione annuale (del settembre 2022) sugli interventi a sostegno delle attività economiche e produttive predisposta dal Ministero delle imprese e del made in Italy. Con riferimento al 2021, ultimo anno di rilevazione, emerge un numero complessivo di circa 2mila interventi agevolativi, 81 dei quali gestiti dall’Agenzia delle Entrate, per un controvalore economico, di tutti gli interventi agevolativi, di circa 25 miliardi di euro”.
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Passando all’esame delle singole misure, riguardo alla previsione di un ‘codice degli incentivi’ si suggerisce di “valutare l’opportunità di introdurre apposite disposizioni che recepiscano principi consolidati” riguardanti: le modalità di utilizzo degli incentivi fiscali in funzione della loro diversa natura; il trattamento fiscale degli incentivi, ossia la relativa non concorrenza alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap e l’irrilevanza ai fini della determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal reddito di impresa, nonché della determinazione della quota di spese e altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, deducibile dal reddito di impresa; la possibilità di cumulare due o più agevolazioni a valere sui medesimi costi; il divieto di circolazione delle agevolazioni fiscali, riconoscendo siffatta possibilità solo a determinate condizioni (ad esempio, in occasione di operazioni di riorganizzazione aziendale).
Per quanto riguarda il regime agevolativo applicabile e l’Amministrazione centrale responsabile degli adempimenti, si rileva che l’adozione di un regime ‘su concessione’ “avrebbe il vantaggio di limitare le criticità connesse alle iscrizioni degli aiuti nei registri, in quanto l’iscrizione dell’aiuto stesso avverrebbe prima della fruizione e non dopo”. Inoltre si rileva che “l’Agenzia non consentirebbe la fruizione degli aiuti fiscali automatici prima dell’avvenuta registrazione, da parte dell’Autorità responsabile”.
E “potrebbe essere opportuno chiarire” che “ai soggetti pubblici o privati, che gestiscono gli aiuti individuali fiscali, contributivi e assicurativi, automatici o semi-automatici, non si applicano le disposizioni di cui al comma 7 dell’articolo 52 della legge 24 dicembre 2012, numero 234, in materia di responsabilità patrimoniale del responsabile della concessione o dell’erogazione, in quanto, per tali aiuti, sono previsti unicamente adempimenti e verifiche postumi rispetto alla fruizione, sulla base dei dati dichiarati dai soggetti beneficiari degli aiuti”.
Infine, si potrebbe valutare se inserire nel Registro nazionale degli aiuti di Stato “dati ulteriori, che consentano di eseguire monitoraggi più mirati nei confronti di tutti gli attori coinvolti, nonché di rendere fruibili le informazioni sugli aiuti fruiti oltre che per soggetto, anche per materia e per settore di intervento, nonché per Ministero responsabile della misura”.
(foto ANSA)