
La presidente della Commissione europea ha fatto presente i cambiamenti avvenuti durante la pandemia
“La sfida attuale consiste nel tornare a un quadro strutturale efficace e applicabile a tutti gli Stati membri”. Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è espressa a proposito del rinnovo del Patto di Stabilità e crescita durante la riunione del collegio dei commissari del 26 aprile scorso, secondo quanto ripotano le minute della riunione.
Von der Leyen ha osservato che “quando è stato introdotto il Patto di Stabilità e Crescita nel 1997, il livello del debito nella maggior parte degli Stati membri era inferiore al 60% del PIL”, ed ha inoltre sottolineato “due caratteristiche centrali del patto esistente, ossia un approccio “unico” con un tetto del debito del 60% per tutti gli Stati membri e sanzioni per il mancato rispetto talmente drastiche da non essere mai state imposte”.
La presidente ha tuttavia sottolineato che “le crisi successive hanno profondamente modificato la situazione economica dell’UE, in particolare l’attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto durante generale del patto durante la pandemia Covid 19. La grande maggioranza degli Stati membri – ha affermato – aveva ormai livelli di debito superiori al 60% del PIL ed era quindi direttamente interessata dalle regole del quadro di governance economica europea che vengono adattate alla nuova realtà realtà post-pandemica”.
Nella riunione di gabinetto von der Leyen ha concluso sottolineando “l’esperienza acquisita nella gestione eccezionale delle gestione delle finanze pubbliche durante la pandemia e la relativa attivazione della clausola di salvaguardia generale”.
Secondo la presidente della Commissione “la sfida attuale consiste nel tornare a un quadro strutturale efficace e applicabile a tutti gli Stati membri”. Infine von der Leyen ha esortato “sia la Commissione sia gli Stati membri a trarre gli insegnamenti molto positivi tratti da NextGenerationEU, che ha consentito di elaborare per la prima volta piani specifici per paese, soggetti a un’approvazione da parte della Commissione”, questo modello, ha spiegato “potrebbe essere utile come base per l’applicazione delle nuove regole di governance economica”.
(foto ANSA)