
La presidente della Bce: “Siccità, ondate di caldo e inondazioni da record stanno già affliggendo il mondo”
Christine Lagarde lancia l’invito a non tentennare di fronte ai cambiamenti climatici sempre più evidenti. La risposta è sempre meno rinviabile. Servire decisione e determinazione, requisiti che devono permeare la politica. E proprio alla politica, quella dell’Unione europea e dei suoi Stati membri.
Perché, ricorda la presidente della Bce, al netto delle intenzioni e delle ambizioni, che si tratti di Green Deal europeo o accordo di Parigi sul clima, alla fine “spetta ai governi guidare la lotta contro il cambiamento climatico e onorare i loro impegni a finanziare la transizione”.
Certo, il fenomeno è tale da richiedere azioni e impegni da ogni parte. Per cui “le banche centrali di tutto il mondo possono e devono, nell’ambito dei loro mandati, sostenere un sistema finanziario più verde”, e quella europea, di banca centrale, ha “reso prioritario tenere conto del cambiamento climatico, perché influisce sull’inflazione, influisce sul nostro bilancio, ed è un rischio finanziario per le banche che controlliamo”.
Però quello che serve è altro. La Bce può poco, non quanto potrebbero fare i governi nazionali. A loro, partecipando al Vertice per un nuovo patto di finanziamento globale a Parigi, rivolge l’invito ad “andare avanti con una transizione globale per garantire che le nostre economie siano a prova di futuro”, e suggerisce ai Ventisette di andare oltre l’agenda sostenibile a dodici stelle. Perché in un momento in cui il passaggio a modelli produttivi a zero emissioni richiede ingenti somme di denaro, in larga parte privato, “dobbiamo identificare e rimuovere le barriere pubbliche e private alla finanza verde in tutto il mondo, ove possibile”, insiste la presidente della Bce, che vede nei consessi internazionali le sedi migliori per provare a imprimere una vera svolta ‘green’.
“I governi possono spingere per la riforma dell’architettura finanziaria multilaterale”, a cominciare dal G20, l’insieme delle principali economie mondiali che annovera anche Paesi che possono agire da attori in grado di imprimere una svolta vera. Un G20 la cui presidenza è affidata all’India, economia in forte crescita, Paese tra i più popolosi al mondo, che può imprimere un cambio di passo vero se riuscisse a mostrare alle altre economie emergenti la strada della sostenibilità. “Il G20, quest’anno sotto la presidenza indiana, può svolgere un ruolo chiave nello sbloccare ulteriori finanziamenti”.
Di questo Lagarde è sicura, e chiede agli Stati membri dell’Ue un’agenda di politica estera in tal senso. Dati e fatti di cronaca alla mano, si tratta di un’opzione non più rinviabile e anzi quanto mai doverosa. “Gli ultimi otto anni – ricorda il capo dell’Eurotower – sono stati i più caldi mai registrati in tutto il mondo e la soglia critica di 1,5°C per le temperature annuali sarà probabilmente superata in almeno un anno prima del 2027“. Con tutto ciò che ne deriva. “Siccità, ondate di caldo e inondazioni da record stanno già affliggendo il mondo”. Potrebbe essere già troppo tardi.
(foto ANSA)