
Le cucine francese, giapponese e messicana hanno già ottenuto questo riconoscimento. Lollobrigida da New York: “Siamo una potenza mondiale”
“L’Italia è una potenza mondiale nel cibo di alta qualità”. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida lancia da New York la candidatura della cucina italiana all’Unesco, sottolineando che “in questo progetto c’è l’impegno e la volontà di certificare il nostro patrimonio fatto di produzione e trasformazione, che rendono la cucina italiana un tesoro. E la cucina non sono i piatti, è cultura, storia, patrimonio artistico, patrimonio ambientale”.
Il dossier di candidatura è stato protagonista ad un evento organizzato dall’Ice al Gotham Hall di New York, a cui hanno partecipato anche l’ambasciatrice Italiana negli Stati Uniti Mariangela Zappia e il presidente dell’Ice Matteo Zoppas, e oggi al Summer Fancy food, uno degli appuntamenti internazionali più importanti del settore, in cui l’Italia e’ il paese più rappresentato con oltre 300 imprese.
“Auspico che l’iniziativa renda la cucina italiana al pari di quella giapponese, francese e messicana che già hanno questo riconoscimento – ha sottolineato Lollobrigida – Un patrimonio che merita di essere difeso, tutelato e valorizzato. Oggi bisogna avere la consapevolezza di affrontare le grandi sfide del pianeta con indirizzi diversi da quelli avuti finora. La popolazione mondiale aumenta e perciò bisogna dare risposte garantendo non solo cibo, ma buon cibo”.
Per il ministro sono infatti due strade molto diverse, la prima porta alla standardizzazione dei prodotti, l’altra invece permette di tenere fermo l’elemento della qualità. Anche qui negli Usa “possiamo essere di aiuto ai nostri amici americani insegnando a mangiare meglio e dando gli strumenti per capire qual’è il valore della qualità”.
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Sul tema della carne sintetica, Lollobrigida ha sottolineato che “non vogliamo un mondo dove con la scusa della sicurezza alimentare il cibo viene prodotto in laboratorio a basso costo e di bassissima qualità per darlo alle nazioni meno abbienti”; “La nostra norma che penso entro luglio diventerà legge ci permetterà di essere la prima nazione al mondo a vietare commercializzazione, importazione e prodotti che possono essere chiamati sintetici o coltivati, ma che sono finti”.
“La sfida è sostituire l’italian sounding con veri prodotti agroalimentari italiani e siamo convinti che sia assolutamente alla nostra portata – ha detto il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – Se l’Italia farà l’Italia potremo garantire per i prossimi mesi e anni una strategia che ci farà crescere ulteriormente e che dara’ valore economico all’interno del nostro Paese e maggiore occupazione”.
(foto SHUTTERSTOCK)