
Dalla proroga dello smart working fino alle nuove regole per il sostituto del Reddito di Cittadinanza
Il decreto Lavoro della scorsa settimana, arriva l’ha visto l’ok anche dall’Aula di Montecitorio, un nulla osta che permette al testo, con 154 voti a favore, 82 contrari e 13 astenuti, di diventare legge.
Molte le novità introdotte, novità che prevedono, tra le altre cose, anche un bonus per i lavoratori del turismo, l’acquisto dal tabaccaio del “libretto famiglia” per pagare prestazioni di lavoro occasionale come lavori domestici, baby sitter o ripetizioni.
Ma le novità più importanti riguardano la tanto contestata riforma del reddito di cittadinanza, il taglio del cuneo fiscale, nuove regole per i contratti a termine e una proroga dello smart working.
In particolare il taglio del cuneo fiscale permetterà già da luglio (ma solo fino al 31 dicembre) di vedere una busta paga più pesante sia per i lavoratori pubblici che privati, purchè dipendenti. Si tratta di un esonero contributivo che va dal 3% al 7% per i redditi annui fino a 25mila euro e dal 2% al 6% quelli fino a 35mila euro. C’è poi la questione del Reddito di Cittadinanza. Dall’1 gennaio 2024 sarà sostituito dall’Assegno di inclusione per le famiglie con almeno un disabile, o un minore, o un over 60.
Nuove regole per le offerte di lavoro cosiddette “congrue”. Se i beneficiari dell’assegno di inclusione avranno figli under 14 saranno tenuti ad accettare eventuali offerte a tempo indeterminato se entro gli 80 km oppure lavori la cui sede sia raggiungibile entro due ore con i mezzi di trasporto pubblico. Nel caso di offerta a tempo determinato devono essere presenti entrambi i requisiti.
Per quanto riguarda i vincoli per i contratti a termine, oltre i 12 mesi sono previste nuove casuali: esigenze specifiche previste dai contratti collettivi nazionali; esigenze di ordine tecnico, produttivo e organizzativo non previste dai contratti nazionali e individuate dalle parti; sostituzione di altri lavoratori.
Ci saranno anche più risorse per i cosiddetti fringe benefit ovvero quei compensi offerti dal datore di lavoro in forma non monetaria (esempio bonus, sconti o servizi). Anche grazie a maggiori coperture, viene alzata l’asticella per la soglia di quelli esenti da tasse (saranno esentati sia da tasse che da oneri contributivi) con alcuni tipi di bonus come buoni pasto e bonus bollette. Ora restano a 258 euro ma passeranno presto a 3mila euro, ma solo in caso di dipendenti con figli a carico.
Infine lo smart working, il famoso lavoro agile protagonista durante la pandemia, è stato prorogato al 31 dicembre per i lavoratori fragili e i genitori con figli under 14, mentre nella P.A fino al 30 settembre solo per i lavoratori fragili.
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI