
I livelli di scorte nella Ue hanno raggiunto i 21 miliardi di metri cubi, livello più alto di quello a cui si trovavano alla fine di giugno del 2022, compensando il calo delle forniture russe nel 2023
Calano i rischi di una nuova crisi energetica in Europa dopo quella scatenata nel 2022 dal taglio delle forniture russe. Ne è convinta Moody’s, che sottolinea come i livelli di scorte nella Ue abbiano raggiunto i 21 miliardi di metri cubi, livello “più alto” di quello a cui si trovavano alla fine di giugno del 2022, “compensando il calo” delle forniture russe nel 2023. Tutto questo grazie all’efficacia delle azioni dei governi, alla maggiore disponibilità di gas naturale liquefatto e ai risparmi energetici di famiglie e imprese mentre il clima mite ha contribuito solo per il 10% al miglioramento della situazione.
La forte crescita degli stoccaggi “aiuterà a chiudere il gap tra domanda e offerta questo inverno” nell’ipotesi in cui l’Europa si assicuri “lo stesso ammontare di forniture aggiuntive di Gnl del 2022 e mantenga la domanda allo stesso livello dello scorso anno“.
«Nel caso in cui la Russia decidesse di interrompere anche i flussi di gas attraverso i gasdotti ucraini, gli squilibri di domanda crescerebbero di circa 10 miliardi di metri cubi, pari a “circa il 3% della domanda di gas dell’Ue nel 2022. Sviluppi di questo tipo porterebbero i prezzi del gas e del Gnl a crescere, anche se è improbabile che i prezzi tocchino i massimi della scorsa estate», dice l’agenzia di rating.
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