
Emerge dai dati resi noti oggi, in un incontro ospitato in Fiera a Vicenza, durante la giornata inaugurale di Vicenzaoro September
Il settore dell’oreficeria italiana nel primo semestre 2023 è cresciuto in doppia cifra. Emerge dai dati resi noti oggi, in un incontro ospitato in Fiera a Vicenza, durante la giornata inaugurale di Vicenzaoro September, che scaturiscono dall’inchiesta congiunturale realizzata dal Club degli Orafi Italia, in collaborazione con la Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo.
Le statistiche attestano che dopo i brillanti risultati dell’ultimo biennio, il settore dell’oreficeria conferma risultati molto positivi anche nel 2023: nei primi sei mesi dell’anno ha mostrato una crescita in termini di fatturato pari al +10,2%, migliore del sistema moda e della media del manifatturiero italiano. Si conferma centrale l’elevata competitività sui mercati internazionali: nei primi cinque mesi le esportazioni di gioielli in oro hanno superato i 4 miliardi di euro, in crescita del 9% in valore e del 2% in quantità.
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Le attese degli operatori in termini di fatturato per il 2023 si confermano positive con il 39% che prevede un incremento del fatturato, percentuale sostanzialmente allineata alla rilevazione di fine 2022 (44%), a dimostrazione di una tenuta delle aspettative. Un ulteriore fattore a sostegno della competitività del settore si ricava dalle prospettive sugli investimenti: uno su tre ha indicato un incremento rispetto all’anno precedente, con punte del 42% per le imprese più grandi.
I fattori di spinta che maggiormente supporteranno queste evoluzioni riguardano gli stimoli del contesto competitivo (indicato dal 40% degli intervistati), l’andamento della domanda (37% per la domanda estera e 34% per la domanda domestica) e l’acquisto di macchinari e tecnologie (31%).
I fattori di successo caratterizzanti il Made in Italy nel quale si riconoscono maggiormente le imprese del campione riguardano la qualità, indicata da circa tre su quattro (74%), l’artigianalità della produzione (66%) e la professionalità della manodopera, che rappresenta un fattore di successo per più della metà del campione (51%).
(foto IMAGOECONOMICA)