
Vola anche l’export ma solo in valore. Soffrono i volumi
Il comparto calzaturiero italiano chiude il semestre in crescita con un fatturato che segna +7,4% su anno con l’export che registra +10,2% in valore nei primi cinque mesi. E’ la fotografia scattata dal Centro Studi Confindustria Moda per Assocalzaturifici alla vigilia del Micam, il salone internazionale della calzatura dal 17 al 20 settembre 2023 a Fieramilano (Rho).
Nei primi cinque mesi registrano incrementi in valore tutte le principali destinazioni dell’export, ad eccezione della Svizzera – tradizionale hub logistico, in sensibile arretramento dovuto verosimilmente a diverse strategie di distribuzione adottate dalle griffe, senza transito nei depositi elvetici – che segna un -13,6 per cento, del Regno Unito (-2,6 per cento) e del Canada (stabile, -0,5 per cento, ma in forte calo in quantità).
Sono però le quantità a soffrire: -6,8 per cento quelle esportate e -5,7 per cento quelle realizzate. Battuta d’arresto in maggio e giugno per gli acquisti delle famiglie, con una prima metà dell’anno su ritmi molto blandi (-1,2 per cento in spesa e -3,4 per cento in volume).
«Il rallentamento ampiamente previsto si è infine palesato nel secondo trimestre dell’anno in corso. Al forte rimbalzo del 2021 registrato dopo il crollo procurato dai lockdown e al proseguimento del recupero nel corso del 2022 – pur su ritmi comprensibilmente meno sostenuti, via via che i livelli di attività si normalizzavano – ha fatto seguito, dopo un avvio 2023 ancora favorevole in gran parte delle variabili congiunturali, una marcata decelerazione», ha sottolineato Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici.
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