
Manca Ford. Le intese chiudono 6 settimane di scioperi
UAW ratifica l’accordo sindacale con General Motors. E’ la prima a farlo tra le case automobilistiche di Detroit. Ora l’attenzione si sposta a Ford dopo che anche Stellantis ha dato il suo ok definitivo.
L’intesa raggiunta mette fine a 6 settimane di sciopero dei lavoratori che, sostenuti dallo United Auto Workers, hanno lottato duramente per il rinnovo del contratto e per condizioni migliorative. Alla fine, il sindacato è riuscito a ottenere aumenti salariali record per i lavoratori del settore automobilistico dopo anni di salari stagnanti e dolorose concessioni seguite alla crisi finanziaria del 2008. Nello specifico gli aumenti e i benefici incrementano cumulativamente il salario massimo a più di 40 dollari l’ora, compreso un aumento del 68% per i salari iniziali a oltre 28 dollari l’ora.
La maggioranza degli stabilimenti Stellantis ha approvato a stragrande maggioranza l’accordo anche se ha ricevuto notevoli obiezioni negli stabilimenti Jeep della casa automobilistica a Toledo. L’accordo prevede anche la riapertura di uno stabilimento dell’Illinois che era stato messo a riposo a tempo indeterminato. In particolare con Gm ha votato sì il 54,7% dei lavoratori, nel caso di Stellantis l’accordo è stato sostenuto dal 68,4% degli oltre 26.000 dipendenti.
Gli scioperi sono costati complessivamente a GM, Ford e Stellantis miliardi di dollari in perdita di produzione. Ford ha dichiarato giovedì che lo sciopero del sindacato è costato 1,3 miliardi di dollari e che l’accordo, se ratificato dai membri, aumenterebbe il costo del lavoro di circa 850-900 dollari per veicolo prodotto.
GM ha riferito che lo sciopero le è costato circa 800 milioni di dollari.
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