
Il Pmi della Corea del Sud si è attestato invece a quota 50 a novembre, in leggero aumento rispetto al valore di 49,8 di ottobre. Il rimbalzo dell’indicatore è arrivato dopo 16 mesi consecutivi di contrazione
Dati contrastanti giungono dall’attività manifatturiera in Asia. L’indice privato cinese dei responsabili degli acquisti manifatturieri (PMI) Caixin /S&P Global è salito inaspettatamente a 50,7 a novembre da 49,5 di ottobre e al di sopra dei 49,8 punti stimati dal consensus degli economisti. Il dato è tornato in fase di espansione, in quanto superiore ai 50 punti, linea di demarcazione tra fase di contrazione (valori al di sotto) e fase di espansione (valori al di sopra). La fase di espansione dell’indice Pmi manifatturiero Caixin è stata la più forte degli ultimi tre mesi. La lettura è arrivata il giorno dopo l’indagine ufficiale che ha mostrato una contrazione dell’attività sia dei produttori che dei non produttori, sottolineando problemi sempre più profondi nella seconda economia mondiale.
L’indice PMI manifatturiero finale della Jibun Bank del Giappone è sceso invece a 48,3 a novembre da 48,7 a ottobre, contraendosi al ritmo più veloce in 9 mesi. Ma buone notizie emergono dal fronte lavoro. Il Ministero degli Affari interni delle poste e telecomunicazioni nipponico segnala infatti che nel mese di ottobre il tasso di disoccupazione è sceso al 2,5%, rispetto al 2,6% del mese precedente ed atteso dagli analisti.
Il PMI della Corea del Sud è tornato in espansione a 50 punti a novembre, in leggero aumento rispetto al valore di 49,8 di ottobre. Il rimbalzo dell’indicatore di fabbrica è arrivato dopo 16 mesi consecutivi di contrazione fino a ottobre, la flessione più lunga dall’inizio dell’indagine nell’aprile 2004.
L’attività manifatturiera si è ridotta anche a Taiwan, Vietnam e Malesia, ma è aumentata in Indonesia e nelle Filippine.
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