
L’obiettivo dei sindacati continentali, il 12 dicembre, è quello di “non tornare all’austerity pre covid”
«La prossima settimana, il 12, ci sarà una manifestazione a Bruxelles di tutti i sindacati europei che ha come obiettivo proprio quello di non tornare alle regole dell’austerità che c’erano prima della pandemia» ha dichiarato il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, in un punto stampa con i giornalisti a Bruxelles.
«Noi pensiamo che in questo momento l’esperienza che è stata fatta di fronte alla pandemia che ha portato al Next Generation Eu che ha portato al Sure e che ha portato a cose che in precedenza non erano mai state fatte non puo’ essere una parentesi che si chiude, si torna all’austerità e le regole precedenti, perchè c’è bisogno invece di fare investimenti e di mettere nella condizione i Paesi di poter riorganizzarsi e allo stesso tempo all’Europa di poter giocare un ruolo con una politica economica e sociale diversa da quella che è stata realizzata fino adesso», ha spiegato.
E sul salario minimo ha aggiunto «pensiamo che sia un errore grave quello che il governo sta facendo che ha scelto di non fare nessuna trattativa, nessuna discussione, anzi il Governo si è fatto votare una delega dal Parlamento addirittura per introdurre gabbie salariali, perchè pensano che i salari debbano essere diversi a seconda del Paese o della regione in cui sei».
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«E io credo – spiega – che questa sia una regressione per noi assolutamente inaccettabile e non siamo disponibili ad accettarla e non solo ci siamo mobilitati ma penso che noi ci continueremo a mobilitarci per rinnovare i contratti e per aumentare i salari per tutti».
«Noi, come è noto, pensiamo che sia necessario introdurre il salario orario minimo anche nel nostro Paese. Per quella che è la storia del nostro Paese. Chiediamo che questo venga fatto assieme a una legge sulla rappresentanza che cancelli i contratti pirata e che rafforzi la contrattazione collettiva. E poi diciamo che c’è un problema non solo di fissare un salario orario minimo sotto il quale nessuno deve essere pagato, ma c’è un problema di aumento strutturale dei salari e per aumentare i salari bisogna rinnovare i contratti nazionali», ha aggiunto Landini.
«Tra l’altro questo Governo non solo non vuole fare il salario orario minimo, ma ha messo pochissimi soldi per il rinnovo dei contratti pubblici cioè un Paese che ha, detto dal governo, accumulato dal 2022 ad oggi il 18% di inflazione. Il governo ha messo risorse per un aumento dei salari di questi tre anni nel pubblico impiego del 5%. Se uno accettasse quella logica lì, il sindacato diventa il soggetto che, anziché aumentare i salari, programma la riduzione del valore reale, sostanzialmente dei salari», ha evidenziato.
(foto ANSA)