
Saipem, col petrolio ai minimi da giugno nonostante il parziale recupero odierno, è stata la più penalizzata (-4,1%) anche se sono state soprattutto le banche a segnare performance negativa
Le Borse europee chiudono deboli e miste, mentre Wall Street procede con l’indice Dow Jones piatto e il Nasdaq in rialzo. Piatta Londra, in lieve ribasso Parigi (-0,10%) a 7.428,52 punti e Francoforte (-0,11%) a 16.638,50 punti. I listini peggiori sono quelli di Madrid (-1,13%) e Milano (-0,67%).
Piazza Affari e Madrid, complice il calo dei bancari, hanno guidato la frenata dei listini europei, per il resto poco mossi, dopo la corsa degli ultimi giorni che aveva portato lo Stoxx600 ai massimi da luglio e il Ftse Mib di Piazza Affari al top da 15 anni.
Sul mercato valutario, è stato protagonista lo yen poiché prende piede l’ipotesi di una mossa restrittiva da parte della Banca del Giappone in politica monetaria nel meeting della seconda parte di dicembre. Il cambio tra dollaro e yen è sceso a 144,12 da 147,2, il rapporto tra euro e yen a 155,46 da 158,86. Euro/dollaro stabile a 1,07858 (da 1,0787).
Petrolio in timida risalita: il future gennaio sul Wti sale dello 0,5% a 69,69 dollari al barile, mentre la consegna febbraio per il Brent segna +0,2% a 74,4 dollari. In rialzo dell’1% a 39,7 euro al megawattora il prezzo del gas naturale sulla piattaforma Ttf di Amsterdam.
Il listino delle criptovalute è in salita (+1%), con Bitcoin che perde lo 0,25% e Doge che recupera a -3,7%. Bene invece Ethereum (+4,1%) e Xrp (+2,4%).
Le vendite sugli istituti di credito, che dai minimi di ottobre erano risaliti di quasi il 10%, la giornata no dei retailers e dei marchi della moda (Zalando, Puma, Adidas a Francoforte, ma anche Inditex a Madrid e Burberry a Londra) oltre ai farmaceutici di nuovo in flessione hanno determinato una seduta debole per l’azionario europeo alla vigilia del rapporto mensile sul mercato del lavoro Usa.
Di contro Wall Street è in ripresa dopo tre sedute in calo. Se Madrid è arretrata di oltre l’1%, Piazza Affari ha lasciato sul terreno lo 0,67% ma il Ftse Mib è rimasto al di sopra dei 30mila punti.
Saipem, col petrolio ai minimi da giugno nonostante il parziale recupero odierno, è stata la più penalizzata (-4,1%) anche se sono state soprattutto le banche a segnare performance negativa: Banco Bpm ha ceduto il 3,9%, Bper accreditata come primo pretendente per Mps è scivolata del 2,7%, lo stesso istituto senese è arretrato del 2,6%. Perdita superiore al 2% per StMicroelectronics. Finecobank e Mediobanca i migliori di giornata.
(foto IMAGOECONOMICA)