
Nell’indagine di Altroconsumo, è emerso che il 43% degli italiani ha già fatto qualche intervento per migliorare l’isolamento dell’abitazione, ma per uno su tre gli incentivi sono troppo bassi
Secondo un’indagine di Altroconsumo, il 55% degli intervistati afferma che i costi eccessivi delle soluzioni a basso impatto ambientale sono l’ostacolo principale alla loro adozione.
E’ solo uno dei tanti aspetti fotografati dall’organizzazione di consumatori nel sondaggio sull’efficientamento energetico. Ad esempio, è emerso che il 43% degli italiani ha già fatto qualche intervento per migliorare l’isolamento dell’abitazione (su tetto, pareti, finestre, pavimento); il 23% ha già installato qualche dispositivo per migliorare l’efficienza energetica tra i tanti disponibili: pompa di calore, pannelli solari, batterie di accumulo, collettore termico.
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Ma per ben 6 italiani su dieci il primo intervento fatto riguarda le lampadine, sostituite da led. Sono solo alcuni dei dati emersi da un’indagine di Altroconsumo sulle case green degli italiani. Ne emerge, tra l’altro, che sette abitazioni su dieci sono riscaldate a combustibili fossili, gas, gasolio o gpl, ma solo un terzo degli italiani considera le proprie abitazioni ben isolate. Solo il 19% del campione è a conoscenza della classe energetica della propria abitazione, soltanto il 29% sa, anche solo approssimativamente, quanta elettricità consuma in un anno. Ancora meno, ovvero il 25%, conosce i propri consumi di gas.
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Secondo il 68% del campione intervistato da Altroconsumo gli incentivi per le soluzioni ad alta efficienza energetica sono troppo bassi per convincere i consumatori a cambiare. Il 77% ritiene poco chiari i tempi di attesa per gli incentivi legati all’efficientamento energetico e le procedure necessarie per richiederli.
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Chi ha beneficiato di incentivi fiscali ha risposto di aver atteso in media 13 mesi da quando ha presentato richiesta, il 19% più di un anno, il 34% entro sei mesi dalla richiesta. Il 64% degli intervistati non ha fatto richiesta di bonus/sgravi e i motivi principali riferiti sono: la complessità della procedura per presentare la richiesta (30%); non avere i requisiti necessari a richiedere gli incentivi (19%); l’impossibilità economica nonostante gli incentivi statali (18%).
Di fronte a questi dati, il 65% del campione si dice comunque molto preoccupato per il cambiamento climatico (il 20% abbastanza, il 15% poco o per nulla).
(foto SHUTTERSTOCK)