
Metamorfosi in atto nel settore delle monete virtuali. Una metamorfosi dalle tante potenzialità
L’arrivo di nuovi strumenti come gli Etf sui Bitcoin ha segnato un cambio di rotta per un settore che, di fatto, ha ridisegnato molti aspetti della finanza. Ma quali saranno le conseguenze? Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Bergonzi Financial markets content specialist di Investing.com.
Cosa sono le criptovalute e perché nell’ultimo periodo hanno calamitato l’attenzione degli operatori e dell’opinione pubblica?
«Le criptovalute sono una forma di moneta digitale basata su tecnologie crittografiche, la più nota delle quali è la blockchain. Questa tecnologia decentralizzata consente di effettuare transazioni senza la necessità di intermediari tradizionali come le banche centrali. Secondo i sostenitori delle criptovalute, la decentralizzazione offre un sistema finanziario più aperto e inclusivo, sfidando le strutture centralizzate e offrendo opportunità di inclusione finanziaria a livello globale. Inoltre, la tecnologia blockchain, alla base delle criptovalute, offre un elevato livello di sicurezza e trasparenza, riducendo così il rischio di frodi e manipolazioni. Negli ultimi tempi, la crescente adozione delle criptovalute da parte di investitori e aziende ha sicuramente contribuito ad amplificare l’attenzione su di esse. Ci sono poi alcuni investitori che sfruttano le criptovalute come una forma di investimento speculativo, con la speranza di guadagni significativi data la loro volatilità. D’altra parte, proprio la volatilità dei prezzi delle criptovalute, la mancanza di regolamentazione uniforme e le preoccupazioni legate alla sicurezza e alla privacy hanno generato un ampio dibattito sull’effettivo ruolo e impatto delle criptovalute nel panorama finanziario globale. Insomma, se qualcuno vede in questi asset digitali il futuro del commercio altri le ritengono un rischio eccessivo per l’economia. Adesso, l’approvazione di un Etf su Bitcoin da parte di un’autorità come la Sec americana mette un po’ tutti d’accordo. Lo stesso BlackRock, il maggiore asset manager a livello globale, ha deciso di scommettere sulle criptovalute mentre in passato non aveva nascosto diverse perplessità».
Cosa sono, in generale, gli Etf e, in particolare, cosa significa Etf sui Bitcoin?
«Gli Exchange-traded fund (Etf) sono strumenti finanziari progettati per replicare l’andamento di un indice, un settore specifico o un bene sottostante. Negoziate in Borsa proprio come le azioni, gli Etf offrono agli investitori un modo per diversificare il loro portafoglio senza dover acquistare direttamente il bene di riferimento. Gli Etf presentano diversi vantaggi, tra cui liquidità, bassi costi di gestione e la possibilità di essere negoziati in tempo reale durante le ore di mercato. Sono diventati uno strumento popolare tra gli investitori di tutti i livelli grazie alla loro flessibilità e accessibilità. Un Etf sui Bitcoin consente agli investitori di ottenere esposizione alla criptovaluta senza dover detenere direttamente i Bitcoin stessi. In pratica, l’Etf gestito dai grandi asset manager mondiali, come BlackRock appunto, acquista e detiene Bitcoin, consentendo agli investitori di possedere quote dell’Etf come se fossero azioni, guadagnando (o perdendo) in base alle oscillazioni di prezzo della criptovaluta».
Il mondo delle criptovalute è in fibrillazione dopo le disposizioni della SEC. Ma, scendendo nello specifico, cosa hanno deciso le autorità statunitensi?
«La Sec è l’agenzia indipendente del governo federale statunitense per la protezione degli investitori, un’istituzione simile alla nostra Consob. Con l’approvazione dell’Etf su Bitcoin l’autorità Usa ha permesso ai fondi di 11 asset manager, tra cui BlackRock, Greyscale, Fidelity, Ark Investiment e 21shares, di essere scambiati a Wall Street. Questi Etf consentono di investire nella criptovaluta replicandone l’andamento. Per far sì che il fondo replichi il più fedelmente possibile le variazioni del valore dell’asset la Sec chiede alle società che emettono l’etf di acquistare una quantità sufficiente di quel bene. Questo meccanismo, che si chiama replica fisica, avviene sia con le azioni delle società e con gli indici di Borsa, esiste ad esempio un etf sull’S&P 500, che con l’oro e i metalli preziosi. In questo caso i colossi della finanza hanno dovuto acquistare Bitcoin».
Come cambierà il mercato dopo la decisione presa?
«L’etf è uno strumento di finanza tradizionale ampiamente adottato e regolamentato che ora si applica a quella che fino a ieri era considerata finanza alternativa. Quindi si tratta di un’evoluzione per i mercati che ora si aprono agli asset digitali rendendoli parte del sistema. Sicuramente ci sarà bisogno di una regolamentazione del nuovo mercato, ma intanto l’approvazione conferisce maggiore credibilità al settore e ne amplia la platea, facilitandone l’accesso».
Guardando a questo 2024 appena nato, è possibile fare delle previsioni sulle criptovalute più interessanti o su quelle che potrebbero rappresentare un utile strumento di investimento?
«Nessuno ha la palla di cristallo e non si può prevedere ciò che sarà. Magari i più si aspettavano che il Bitcoin schizzasse dopo il via libera della Sec e invece oggi vale meno rispetto al giorno prima della decisione. Negli investimenti non ci sono certezze per il futuro ma bisogna attenersi a ciò che è accaduto. Fino ad ora le altcoin, ovvero le criptovalute alternative al Bitcoin, non sono riuscite a competere con la sorella maggiore. Lo stesso Ethereum, la seconda cripto in ordine di grandezza, che nel 2023 ha messo a segno un +90% circa, ha sottoperformato il Bitcoin che invece ha chiuso l’anno con una crescita superiore al 150%. Gli ultimi sviluppi hanno comunque dato una spinta ad Ethereum che nei 7 giorni appena passati ha visto crescere il proprio valore del 13,70%. Secondo diversi analisti, infatti, la decisione presa dalla Sec è probabilmente solo la prima approvazione di un etf su asset digitali e il prossimo sì dovrebbe riguardare proprio Ethereum. L’altro appuntamento a cui tutti gli appassionati guardano ora è il quarto halving, ovvero il dimezzamento della quantità di Bitcoin versata ai miner (coloro che garantiscono il funzionamento della rete dei Bitcoin) a titolo di ricompensa, evento che si verifica ogni 4 anni e a cui solitamente seguono importanti guadagni».
Ma come conclude lo stesso Bergonzi, anche qui è utile ricordare che negli investimenti non è mai detto che ciò che è avvenuto in passato sia valido anche per il futuro.
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