
L’Arabia Saudita prevede di attingere ai finanziamenti dal mercato del debito nel 2024
L’economia dell’Arabia Saudita sta crescendo a un ritmo sostenuto soprattutto grazie al settore non petrolifero. Lo ha riferito oggi alla CNBC il ministro dell’Economia e della Pianificazione del regno, Faisal Alibrahim.
«Quando guardiamo la parte importante dell’economia saudita, è quella non petrolifera a fare da traino con i vari settori che hanno continuato a crescere a un ritmo molto salutare – ha spiegato. – Nel 2022 l’Arabia Saudita ha registrato una crescita composita dell’8,7%, ma l’economia non petrolifera cresceva al 6%. I primi tre trimestri del 23 per i quali dispongo di dati sono ben al di sopra del 4% per l’economia non petrolifera. Quindi crediamo che questo trend andrà avanti. Continuiamo a investire, continuiamo a spendere, c’è una crescita continua, viaggi e turismo nel regno. Il consumatore saudita spende in modo molto sano, quindi tutte le componenti dell’economia sono sane nel regno. Non c’è motivo per noi di preoccuparci».
L’Arabia Saudita prevede un deficit di bilancio nel 2024 e prevede di attingere ai finanziamenti dal mercato del debito. «Abbiamo annunciato la nostra strategia sul debito e il programma per quest’anno solo per dare prevedibilità al mercato. E continueremo ad attingeremo ai mercati a livello locale e internazionale», ha detto il ministro delle Finanze saudita Mohammed Al Jadaan «Non siamo in una posizione in cui siamo alla disperata ricerca di prestiti, ma finché la situazione del mercato lo supporta con rendimenti ragionevoli, entreremo nel mercato e potremmo prendere in prestito ancora di più per gestire le nostre passività per un uso futuro», ha aggiunto.
Il più grande esportatore di petrolio del mondo all’inizio di gennaio ha approvato un piano di prestito per l’anno che prevede un fabbisogno finanziario di 23 miliardi di dollari per il 2024.
Nel 2022 l’Arabia Saudita ha sperimentato un tasso di crescita del 8.5%, anche superiore rispetto alla previsione del 7,6% del World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale e tra i più performanti tra i partner G20. Significativo anche il dato riguardo la componente non-oil dell’economia, con una crescita del 5.2%, che testimonia gli sforzi di diversificazione ed accrescimento del settore privato attivati dalla Vision 2030 e che contribuisce alla riduzione della disoccupazione (scesa al 9,5%). Nel complesso, il 2023 dovrebbe rivelarsi nuovamente positivo per l’economia saudita, con una crescita del 3,1% ed un incremento della componente non-oil al 4,3%. Le principali incognite rispetto a questo quadro sono da ricondurre all’andamento dell’economia globale, che potrebbe risultare stagnante, riflettendosi in una minora domanda di greggio ed in stime ulteriormente al ribasso per il prezzo al barile.
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