Il Presidente argentino Javier Milei ha firmato un patto a lungo rimandato con i governatori provinciali, in uno sforzo per ampliare il sostegno alle riforme economiche e rafforzare il suo governo di minoranza di quasi sette mesi.
Quattro mesi dopo averlo annunciato, Milei raggiunge la tappa del tanto atteso Patto di Maggio, con la firma di un atto che prevede 10 accordi, per stabilire politiche a medio e lungo termine, che dovrebbero permettere all’Argentina di andare avanti.
L’accordo, firmato poco dopo la mezzanotte con 18 governatori, cerca di placare i dubbi del mercato sulla capacità di Milei di superare la peggiore crisi economica degli ultimi decenni, che ha spinto metà della popolazione nella povertà e ha fatto schizzare l’inflazione vicino al 300%.
«L’Argentina si trova a un punto di inflessione. Il popolo chiede un cambiamento di direzione», ha detto Milei, un economista libertario radicale, in un discorso tenuto più tardi nella città settentrionale di Tucuman, dove l’Argentina dichiarò l’indipendenza dalla Spagna più di due secoli fa.
Le obbligazioni e la valuta del peso hanno subito una nuova pressione dopo un forte rally iniziale del mercato quando Milei è entrato in carica a dicembre, mentre l’economia è scivolata in recessione e le tensioni politiche sono aumentate.
Il partito La Libertad Avanza di Milei non ha una maggioranza parlamentare e non ha governatori provinciali, quindi deve contrattare con altri partiti politici per portare avanti il suo programma.
Tra i 10 punti coperti dal patto, il Governo di Milei ha evidenziato un bilancio equilibrato non negoziabile, tagli drastici alla spesa pubblica, nonché riforme fiscali e del lavoro.
«Questo patto dimostra che i governatori di diversi partiti politici possono unire le forze affinché il Governo nazionale possa gestire questo impegno», ha dichiarato ai giornalisti Martin Llaryora, governatore della provincia centrale di Cordoba.
Alla fine di giugno, i legislatori argentini hanno approvato due importanti riforme legislative sostenute da Milei e volte a rilanciare l’economia, riducendo la spesa pubblica e attirando gli investimenti privati. Ma nell’ultima settimana i mercati hanno subito una flessione.
Lunedì, il peso si è indebolito di circa il 2% nel mercato parallelo informale, toccando il minimo storico di 1.450 dollari.
La firma dell’accordo è stata rinviata dal 25 maggio. È conosciuto come il “Patto di Maggio”, per la Rivoluzione di Maggio dell’Argentina contro il dominatore coloniale Spagna, ed è stato firmato nell’edificio storico dove fu formalmente dichiarata l’indipendenza nel 1816.
Intanto in Argentina circa il 35% degli occupati vive al di sotto della soglia di povertà, a rivelarlo è un’indagine del Centro RA della facoltà di Economia dell’Università di Buenos Aires, che in un rapporto ha analizzato i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica e Censimento (Indec) su occupazione, attività e reddito nel primo trimestre del 2024.
Lo studio ha rilevato una crescita del 32,4% della disoccupazione tra il quarto trimestre del 2023 e il primo trimestre del 2024, con circa 1,08 milioni di persone che si sono dichiarate senza lavoro.
Preoccupante anche la situazione degli occupati, il 35% dei quali vive sotto la soglia di povertà: in base ai dati Indec, i redditi sono diminuiti del 14% negli ultimi sei mesi, ed in media del 40% dal 2017.
L’attuale tasso di occupazione dell’Argentina, scrive il rapporto universitario, è simile a quello registrato alla fine del lockdown per il Covid-19, nel terzo trimestre del 2021, mentre la disoccupazione continua a crescere e l’economia a rallentare.
Fra i settori che hanno registrato il maggior numero di posti di lavoro persi nel periodo considerato c’è quello edilizio (42,7%), seguito dal settore produttivo, dai servizi commerciali, finanziari e immobiliari.