Cresce l’export agroalimentare italiano che segna nuovi record. Nel 2023 ha visto una crescita del 6,6% su anno, raggiungendo il record di 63,1 miliardi di euro. Ai massimi anche le importazioni che raggiungono i 64,7 miliardi di euro, con un aumento del 4,1% rispetto al 2022. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto di CREA-Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.
A trainare l’andamento sono sia i prodotti agricoli sia quelli trasformati.
«Numeri che raccontano molto della nostra competitività sui mercati internazionali – ha detto il presidente Crea Andrea Rocchi – e dell’attrattività che il modello alimentare italiano, fatto di qualità, cultura, tradizione e cura, esercita sul consumatore globale. In questo quadro, innovazione e ricerca, sono strategici per mantenere al passo con i tempi identità e leadership del made in Italy agroalimentare».
E’ iniziato bene anche il 2024. Nel primo trimestre le esportazioni agroalimentari italiane sono aumentate del 6,7% rispetto allo stesso periodo del 2023, mentre le importazioni sono diminuite del 2,5%. Le esportazioni di conserve di pomodoro e pelati crescono, in valore e quantità, di oltre il 10% rispetto al primo trimestre 2023. E in generale tutti i principali prodotti di esportazione segnano aumenti del valore e dei volumi venduti all’estero.
Soddisfatto il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida che ha detto: «questi dati rappresentano un successo per il Sistema Italia, una testimonianza della forza e della qualità dei nostri prodotti nel mondo. L’azione del Governo Meloni, sin dal primo momento rivolta a tutelare le nostre eccellenze e le nostre aziende, sta dando i suoi frutti. Continueremo a rafforzare la presenza del nostro agroalimentare all’estero, consapevoli che il Made in Italy rappresenta un traino fondamentale per la crescita delle esportazioni».