Nel 2023 l’assegno unico è costato 18 miliardi. È quanto è emerso dal rapporto annuale dell’Inps presentato oggi. L’anno precedente nei dieci mesi di erogazione le risorse trasferite alle famiglie con la misura che ha razionalizzato le diverse prestazioni e agevolazioni per i figli a carico sono state pari a 13,2 miliardi mentre nei primi due mesi del 2024 la spesa per l’assegno unico è stata pari a quasi 3,3 miliardi.
Il rapporto spiega come la spesa sia sempre stata elevata e in crescita sia per effetto dell’allargamento della platea di beneficiari, sia per l’adeguamento degli importi alla crescita del costo della vita.
Infatti, secondo quanto disposto dalla norma istitutiva, gli importi dell’assegno e le relative classi di reddito Isee per il 2023 sono stati incrementati dell’8,1% e per il 2024 del 5,4%.
Gli importi medi per ciascun figlio sono passati quindi da 147 euro del 2022 a 162 euro nel 2023 e a 175 euro nel 2024.
L’Assegno unico e universale è un beneficio economico per tutte le famiglie che abbiano figli a carico. Spetta a tutte le famiglie che hanno a carico figli minorenni, in molti casi fino a 21 anni, senza limiti per figli con disabilità. L’importo va da un massimo di 175 euro a un minimo di 50 euro al mese, a seconda delle condizioni economiche del nucleo familiare.
Per chi ha figli diventa davvero per tutti. Per i nuovi nati l’Assegno unico decorre dal settimo mese di gravidanza. La domanda va presentata dopo la nascita, dopo che è stato attribuito al minore il codice fiscale. Con la prima mensilità di Assegno saranno pagati gli arretrati a partire dal settimo mese di gravidanza.