«I rischi per la crescita economica restano orientati verso il basso». E’ quanto si ribadisce nel bollettino economico la Bce riprendendo quanto detto nell’ultima riunione del 12 settembre in cui il Consiglio direttivo ha deciso di tagliare i tassi di un quarto di punto.
«La minore domanda di esportazioni dell’area dell’euro, dovuta ad esempio all’indebolimento dell’economia mondiale o all’acuirsi delle tensioni commerciali tra le maggiori economie, graverebbe sull’espansione dell’area – si legge nel bollettino. – La guerra ingiustificata della Russia contro l’Ucraina e il tragico conflitto in Medio Oriente rappresentano significative fonti di rischio geopolitico. Ciò potrebbe indurre una perdita di fiducia riguardo al futuro in famiglie e imprese e produrre interruzioni negli scambi internazionali”. L’espansione economica – prosegue il bollettino – potrebbe inoltre risultare inferiore se gli effetti ritardati dell’inasprimento della politica monetaria si rivelassero più intensi delle attese. Al contrario, l’espansione potrebbe risultare superiore se l’inflazione diminuisse più rapidamente del previsto e se la crescita della fiducia e dei redditi reali comportasse un aumento della spesa maggiore di quanto anticipato, oppure se la crescita dell’economia mondiale fosse più forte delle aspettative».
Nel bollettino si rimarca ancora una volta la volontà di agire con cautela, guidati dai dati in arrivo man mano. «Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine e manterrà i tassi di riferimento su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario a conseguire questo obiettivo – si legge ancora. – Per determinare livello e durata adeguati della restrizione, il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione».