Si mantiene in linea con gli obiettivi della Banca centrale del Giappone l’inflazione nella capitale Tokyo, considerato un indicatore di riferimento a livello nazionale.
Secondo i dati governativi a settembre il dato, misurato dall’indice dei prezzi al consumo core (Cpi), che esclude i costi volatili degli alimenti freschi, è aumentato del 2% rispetto all’anno precedente, in linea con le stime degli analisti, che scommettono su un altro rialzo del costo del denaro a dicembre o all’inizio del prossimo anno. La progressione dei prezzi è tuttavia rallentata rispetto al 2,4% di agosto, a fronte della ripresa dei sussidi del governo per contenere le bollette energetiche.
Un altro indice separato, che elimina gli effetti dei costi degli alimenti freschi e del carburante, attentamente osservato dalla BoJ, è aumentato dell’1,6% a settembre, dopo essere cresciuto allo stesso ritmo il mese precedente.
La banca centrale ha posto fine ai tassi di interesse negativi a marzo per la prima volta dal 2007 ed ha alzato il tasso di riferimento a breve termine allo 0,25% a luglio, anticipando ulteriori interventi di irrigidimento della politica monetaria entro la fine di quest’anno.