Kazaks della BCE sostiene il taglio dei tassi alla prossima riunione di poltica monetaria perché l’economia dell’Eurozona si trova di fronte ad un punto di svolta.
Il governatore della banca centrale della Lettonia ha osservato che la crescita dei salari è diminuita e i margini di profitto si sono ridotti, mentre la ripresa economica rimane sfuggente in gran parte della zona euro, creando un caso “chiaro” per una riduzione dei tassi questo mese.
Il ritorno dell’inflazione sotto il 2% nell’Eurozona sta alimentando la convinzione degli investitori di un taglio di 25 punti base da parte della Bce nella prossima riunione del 17 ottobre. E lui si dice assolutamente d’accordo con questa mossa.
Ha detto che, anche dopo un taglio di 25 punti base, il tasso sui depositi della BCE, che si trova al 3,25%, rimarrebbe ad un livello che limita l’attività economica, il che dovrebbe contribuire a frenare l’inflazione nel settore dei servizi.
D’altra parte, non vede la necessità di cambiare il ritmo e tagliare i tassi di un incremento maggiore, in quanto la BCE ha il tempo di fare ulteriori passi.
Ricordiamo che a metà settembre la Bce ha annunciato di aver tagliato i tassi dello 0,25%, una mossa ampiamente attesa e data per scontata dal mercato. Il tasso di interesse chiave della BCE, che contribuisce a stabilire il prezzo di tutti i tipi di prestiti e mutui in tutta l’Unione, è ora al 3,5%, in calo rispetto al precedente 3,75%. Le modifiche entreranno in vigore il 18 settembre 2024.