Riflettori ancora puntati sulla Sogei. Ulteriori 100 mila euro, provento di tangenti, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nell’abitazione dell’ex dg, Paolino Iorio.
La presenza del denaro sarebbe stata segnalata agli investigatori dalla stesso indagato arrestato in flagranza di reato lunedì mentre intascava una mazzetta da 15 mila euro da un imprenditore, anche lui arrestato.
La Procura di Roma contesta a Iorio di avere cancellato i video degli ultimi 15 giorni delle telecamere di sicurezza presenti in casa e per questo hanno sollecitato al gip non più i domiciliari ma il carcere per il manager accusato di corruzione.
I suoi difensori, gli avvocati Giorgio Perroni e Bruno Andò, hanno comunicato al giudice che il loro assistito “ha ammesso di aver ricevuto delle somme dall’imprenditore Massimo Rossi, che costituivano la remunerazione per più attività consulenziali nell’ambito dello scenario dell’Information Technology mondiale riguardanti piattaforme informatiche hardware e software. Queste consulenze non erano, però, in alcun modo ricollegabili alla funzione esercitata da Iorio in Sogei. Inoltre, nessun atto o intervento di qualsiasi tipo è stato mai compiuto da Iorio per favorire o anche semplicemente per agevolare le società di Rossi nelle gare alle quali queste ultime hanno partecipato“.
“Un articolato sistema corruttivo con diversi protagonisti e con ramificazioni sia all’interno del ministero della Difesa, sia in Sogei e sia, infine, al ministero dell’Interno“. È questo il quadro che emerge dagli atti dell’indagine della Procura di Roma. Una maxi indagine del pool di pm che si occupano dei reati nella pubblica amministrazione che coinvolge anche il “referente in Italia di Elon Musk“, Andrea Stroppa, e in particolare l’appalto sul sistema satellitare Starlink creato dal tycoon statunitense: Stroppa sarebbe accusato di avere avuto notizie riservate sull’operazione.