Il ruolo della Cina è fondamentale nei rapporti commerciali in Europa, terreno in cui si gioca un’altra partita importantissima. Il settore automobilistico cinese sarà un caso di sopravvivenza del più forte nei prossimi 12-24 mesi.
La pressione sui margini rimane alta per i produttori di auto a causa della guerra dei prezzi e dell’aumento delle vendite di veicoli elettrici. Questo è quanto emerge dal rapporto pubblicato oggi da S&P Global Ratings, intitolato China Auto: Survival Of The Fittest.
L’agenzia di rating prevede che le vendite nazionali di veicoli leggeri cresceranno dello 0-3% all’anno nel 2025-2026, rispetto allo 0-2% del 2024.
Il paradosso è che proprio mentre l’Ue si prepara ad infliggere pesanti tariffe d’importazione sui veicoli elettrici cinesi che hanno beneficiato di sovvenzioni sleali, le importazioni di auto dal Paese asiatico fanno registrare un nuovo record. Infatti, a settembre Pechino ha spedito nell’Unione Europea 60.517 vetture elettriche, il secondo numero più alto in assoluto, dopo il record di ottobre 2023 di 67.455 EV.
Dati che portano a riflettere riguardo l’imposizione di dazi alla Cina. Alcuni Stati membri, come Germania e Spagna, hanno recentemente espresso la loro opposizione alle tariffe, temendo una guerra commerciale totale con Pechino. Gli effetti potrebbero vedersi su diversi prodotti, dalle auto alla carne di maiale, passando per latticini e brandy. Dello stesso avviso è anche Tavares.
Attualmente Bruxelles e Pechino stanno negoziando una potenziale soluzione alternativa alle tariffe, ma se non raggiungeranno un accordo, i dazi entreranno in vigore alla fine di ottobre. Un dato da non sottovalutare è che si calcola che in Cina ci sia un eccesso di capacità pari a oltre 20 milioni di veicoli, superiore alla totalità del mercato europeo.