Detto fatto. La Cina ha presentato un ricorso all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) contro i dazi definitivi dell’Unione europea sulle importazioni delle e-car made in China, con una mossa destinata a intensificare le dispute che stanno mettendo a dura prova le relazioni commerciali.
Pechino ha portato il caso dinanzi al meccanismo di risoluzione delle controversie del Wto per “salvaguardare gli interessi di sviluppo” dell’industria dei veicoli elettrici, ribadendo “la forte opposizione ai dazi Ue” visti come “protezionismo commerciale in nome della compensazione” antisussidi.
«La Cina si oppone con fermezza alle misure definitive dell’Unione europea entrate in vigore il 31 ottobre sull’imposizione di dazi compensativi elevati sui veicoli elettrici di fabbricazione cinese, nonostante una raffica di obiezioni sollevate dalle parti interessate, tra cui i governi degli Stati membri dell’Ue, dell’industria e dell’opinione pubblica», ha affermato un portavoce del ministero del Commercio in una nota.
Le crescenti tensioni commerciali tra Pechino e Bruxelles non si limitano ai veicoli elettrici, visto che l’Ue che sta indagando anche sui sussidi cinesi nei settori dei pannelli solari e delle turbine eoliche. E l’Unione europea non è l’unica ad aver imposto tariffe elevate sulle e-car del Dragone. Negli ultimi mesi Canada e Usa hanno varato misure molto più elevate, pari al 100%, per stroncare i possibili effetti distorsivi sulle industrie nazionali.