Risulta in aumento la spesa che gli italiani destinano alla salute e a comprare farmaci generici ma non basta visto che il nostro Paese resta al terzultimo posto in Europa. Secondo quanto emerge dal Rapporto OsMed 2023 sull’uso dei medicinali in Italia, redatto dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), la spesa farmaceutica totale lo scorso anno è stata pari a 36,2 miliardi di euro, di cui il 68,7 per cento rimborsato dal Ssn.
I generici si attestavano al 9% nel 2011 e sono saliti al 22,8% in termini di spesa e al 31,2% in termini di consumi. E proprio il consumo in Italia resta basso soprattutto se confrontato con quello di altri Paesi europei. La media Ue è del 51%, con Nazioni come la Gran Bretagna che arrivano al 60%.
Nel 2023 in Italia ogni giorno sono state consumate complessivamente 1.899 dosi di medicinali ogni 1000 abitanti, il 69,7 per cento delle quali erogate a carico del Ssn e il restante 30,3 per cento acquistate direttamente dal cittadino. Per quanto riguarda l’assistenza territoriale pubblica e privata, sono state erogate confezioni di farmaci per quasi 2 miliardi, con un andamento stabile rispetto all’anno precedente.
I farmaci per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto per consumi (513,9 dosi giornaliere per 1000 abitanti) e rappresentano la seconda categoria terapeutica a maggior spesa farmaceutica pubblica per il 2023 (3.557 milioni di euro), con una spesa pro capite Ssn pari a 60,43 euro.
Cresce la spesa per i farmaci pagati dai cittadini, che nel 2023 hanno speso 7,1 miliardi pari a un +9,8% rispetto al 2022.
«Occorre fare più informazione ma anche formazione – sottolinea il presidente dell’Aifa, Robert Nisticò – sull’importanza dell’utilizzo dei generici, che a parità di efficacia e sicurezza aiutano a tenere in ordine i conti dello Stato e quelli delle famiglie italiane che oggi spendono più di un miliardo per pagare la differenza di prezzo con il farmaco branded».