La classifica del Mercer CFA Institute Global Pension Index 2024 mette al primo posto il sistema pensionistico olandese comparando 48 modelli pensionistici per una copertura del 65% della popolazione mondiale.
Diversi gli ambiti indagati: sostenibilità, adeguatezza e integrità.
In questo quadro, i Paesi Bassi realizzano il punteggio complessivo più elevato dell’indice (84.8), seguiti dall’Islanda (83.4) e dalla Danimarca (81.6).
Oltre alla presenza di normative strutturate e di servizi di assistenza a disposizione dei partecipanti, spiega il report, il sistema pensionistico dei Paesi Bassi continua a godere dei benefici dettati dal passaggio da una struttura collettiva a prestazione definita a un approccio più individuale, a contribuzione definita.
E l’Italia? Il report conferma che il nostro Paese è sotto la media europea su tutte e tre le dimensioni dell’indice, insieme ad Austria, Polonia e Turchia, sebbene con un leggero decremento totale rispetto al 2023 (da 56,3 a 55,4).
Il Global Pension Index compara 48 modelli pensionistici a livello globale per una copertura del 65% della popolazione mondiale, indagando diversi ambiti: sostenibilità, adeguatezza e integrità.
In questo quadro, i Paesi Bassi realizzano il punteggio complessivo più elevato dell’indice (84.8), seguiti dall’Islanda (83.4) e dalla Danimarca (81.6).
Oltre alla presenza di normative strutturate e di servizi di assistenza a disposizione dei partecipanti, spiega il report pubblicato da Mercer (business di Marsh McLennan) insieme al Cfa Institute, il sistema pensionistico dei Paesi Bassi continua a godere dei benefici dettati dal passaggio da una struttura collettiva a prestazione definita a un approccio più individuale, a contribuzione definita.
Per quanto riguarda l’adeguatezza, in testa ci sono i Paesi Bassi, seguiti da Francia e da Uruguay. Mentre per quanto riguarda la sostenibilità, la top 3 è composta da Islanda, Danimarca e Israele. Infine, per l’integrità, le migliori tre sono la Finlandia, la Norvegia e Hong Kong.
Il report conferma che il nostro Paese è sotto la media europea su tutte e tre le dimensioni dell’indice, insieme ad Austria, Polonia e Turchia, sebbene con un leggero decremento totale rispetto al 2023 (da 56,3 a 55,4).
Per l’adeguatezza, l’Italia ha leggermente peggiorato la sua posizione. E se l’indice di sostenibilità è in leggero miglioramento (da 23,7 a 25,1), il nostro Paese si conferma comunque per questo indice nella parte più bassa della classifica europea, posizionandosi al penultimo posto.
Le difficoltà, come spiega lo studio, rimangono legate al debito pubblico elevato, al basso tasso di crescita, all’elevata spesa governativa per le pensioni e al livello di adesione alla previdenza complementare ancora molto basso.
Il valore del terzo sotto-indice considera invece l’integrità del sistema pensionistico complessivo, con un’attenzione particolare al settore privato.
Qui l’Italia registra il valore più alto dei tre sotto-indici (77,2), con un miglioramento rispetto allo scorso anno (75,9). Ciò è da ricondurre all’aumento del capitale pensionistico detenuto dai maggiori fondi pensione privati e alla reperibilità delle informazioni in merito alla propria posizione individuale per i membri iscritti a un fondo pensione.