Dalla difesa all’energia, passando per il Piano Mattei: Italia e Arabia Saudita siglano intese per 10 miliardi di dollari e avviano la costruzione di un partenariato strategico che apre una “nuova era” nei rapporti tra i due Paesi. Il tutto durante la visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Arabia Saudita.
L’Italia è oggi il settimo fornitore del Paese del Golfo, verso il quale nei primi 10 mesi del 2024 l’export è cresciuto di oltre il 26%. Cifre importanti ma con ancora per la premier c’è “un enorme potenziale inespresso”. Proprio per fare un “salto di qualità” i due leader siglano una dichiarazione congiunta che eleva i rapporti bilaterali a un partenariato strategico. «Nella cooperazione tra Italia e Arabia Saudita ci sono ancora delle potenzialità e spero che questa visita possa aprire una nuova fase. Non a caso oggi abbiamo firmato accordi per innovare la nostra collaborazione in partnership strategica. C’è differenza tra comprare e vendere qualcosa e cooperare: questo significa che dobbiamo confrontarci e ragionare insieme anche sulle nostre differenze ed essere in grado di ascoltare. E’ fondamentale, è il primo passo», ha evidenziato la premier.
Nell’ambito della missione del governo italiano in Arabia Saudita, Sace firma 5 operazioni e accordi per un valore complessivo di 6,6 miliardi di dollari, “con l’obiettivo di sostenere le esportazioni italiane in Arabia Saudita nonché i rapporti commerciali e di investimento tra i due Paesi“. «Siamo orgogliosi e onorati di essere al fianco di player di primario standing in Arabia Saudita per facilitare le esportazioni italiane e lo sviluppo di relazioni commerciali e di investimento win-win tra i nostri due Paesi – ha dichiarato l’amministratrice delegata, Alessandra Ricci. – Crediamo che queste partnership apriranno un grande potenziale per la crescita delle esportazioni italiane in linea con gli obiettivi di Saudi Vision 2030».
Fincantieri ha reso noto in un comunicato di aver firmato una serie Memorandum of Understanding (MoU), a conferma dell’ interesse dell’azienda per la regione dopo la costituzione nel 2024 della società controllata Fincantieri Arabia for Naval Services. Si tratterebbe, secondo quanto si apprende, di intese in almeno due settori: cantieristica civile e sviluppo della cybersecurity nelle sue applicazioni navali. «L’Arabia Saudita sta affermando in breve tempo il proprio ruolo di hub globale per la tecnologia marittima, e siamo orgogliosi di collaborare con aziende saudite per mettere a loro disposizione le nostre capacità in vari ambiti. Insieme, promuoveremo l’innovazione e la sostenibilità per raggiungere gli ambiziosi obiettivi del programma Vision 2030», ha affermato l’ad Folgiero.
Leonardo ha siglato con il ministero degli Investimenti di Riad e l’Autorità generale per l’industria militare un nuovo memorandum of understanding. Lo rende noto un comunicato in cui si specifica che l’accordo segue il MoU firmato e annunciato all’inizio del 2024 che aveva quale obiettivo la valutazione ed esplorazione di molteplici aree di cooperazione: spazio, manutenzione/riparazione/revisione per aerostrutture, localizzazione per sistemi di guerra elettronica, radar e per l’assemblaggio di elicotteri, un focus sul settore del combattimento aereo e dell’integrazione multi-dominio, processi di industrializzazione e sviluppo del capitale umano, opportunità per la supply chain nazionale in Arabia Saudita e, più in generale, per il ruolo di Leonardo nella regione e nella catena del valore globale.
Il gruppo Cassa depositi e prestiti ha siglato, nell’ambito della missione del governo italiano in Arabia Saudita alla quale era presente con una delegazione guidata dall’amministratore delegato Dario Scannapieco, due protocolli d’intesa con Saudi Fund for Development e Acwa Power. I due accordi saranno finalizzati a rafforzare la collaborazione su progetti in ambito energetico e infrastrutturale prevalentemente nel continente africano, in linea con il Piano Mattei.
A conclusione della sua visita la Meloni ha detto la sua anche in merito ai dazi pavetati da Trump. «Uno scontro non conviene a nessuno; è la ragione per la quale io ritengo, comprendendo la questione che viene posta, che il dialogo, e diciamo una soluzione equilibrata e bilanciata, sia il modo per affrontarlo e quindi farò tutto quello che posso ed è la strada che intendo percorrere e che intendo suggerire per trovare delle soluzioni insieme all’amministrazione americana», ha detto nel punto stampa ad AlUla.