Regali e tangenti agli eurodeputati. Ed Huawei finisce nella bufera. All’alba un centinaio di investigatori, su ordine del giudice istruttore e della procura federale, hanno condotto 21 perquisizioni a tappeto a Bruxelles, in Vallonia e nelle Fiandre fermando diversi lobbisti legati al colosso cinese delle telecomunicazioni.
Le persone fermate sono sospettate di aver corrotto una quindicina di attuali ed ex parlamentari europei per favorire gli interessi commerciali dell’azienda in Europa, contrastando gli sforzi di Washington per marginalizzare Huawei nel mercato europeo. «La corruzione sarebbe stata praticata regolarmente e in modo molto discreto dal 2021 a oggi, sotto le mentite spoglie di attività di lobbying commerciale e assumendo varie forme, come la remunerazione per posizioni politiche o persino regali eccessivi, come spese di vitto e di viaggio, o persino inviti regolari a partite di calcio», ha confermato la procura federale, senza menzionare espressamente Huawei.
Le informazioni sono state rivelate da Le Soir, in collaborazione con il settimanale Knack, la piattaforma investigativa olandese Follow The Money e i giornalisti investigativi greci di Reporters United.
Le accuse, a vari livelli, sono di organizzazione criminale, corruzione, falsificazione e uso di documenti falsi e riciclaggio di denaro.