Buone notizie arrivano sul fronte dell’inflazione in Eurozona visto che risulta in calo. A febbraio, secondo i dati definitivi diffusi oggi da Eurostat, il tasso annuale è stato del 2,3%, in diminuzione rispetto al 2,5% di gennaio e rivisto al ribasso rispetto al dato preliminare diffuso in precedenza (al 2,4%). Un anno prima il tasso era del 2,6 per cento.
Il contributo più elevato è derivato dai servizi (+1,66 punti percentuali), seguiti da prodotti alimentari, alcolici e tabacco (+0,52 punti), beni industriali non energetici (+0,14 punti) ed energia (+0,01 punti).
Nell’Unione Europea l’inflazione annuale è stata del 2,7%, in calo rispetto al 2,8% di gennaio, dopo il 2,8 per cento di febbraio 2024.
I tassi annuali più bassi sono stati registrati in Francia (0,9%), Irlanda (1,4%) e Finlandia (1,5%). I tassi annuali più alti riguardano l’Ungheria (5,7%), Romania (5,2%) ed Estonia (5,1%). Rispetto a gennaio l’inflazione annuale è diminuita in quattordici Stati membri, è rimasta stabile in sei ed è aumentata in sette.
Il costo orario del lavoro nell’Eurozona è aumentato del 3,7% su base annua nel quarto trimestre del 2024 rispetto all’aumento rivisto del 4,5% del precedente periodo di tre mesi, secondo quanto ha dichiarato oggi Eurostat. I salari e gli stipendi nella regione sono cresciuti del 4,1% su base annua, contro l’aumento rivisto del 4,3% precedente.