
Da seguire il Consiglio europeo e gli interventi di Lagarde. Focus sulle richieste settimanali di disoccupazione Usa
Oggi le Borse aprono in frenata perché, nonostante gli sviluppi positivi su vaccini sperimentali anti-Covid e l’ultima notizia sull’efficacia al 95% di quello targato Pfizer (leggi qui), i contagi in Europa e negli Usa continuano ad aumentare e con loro anche le misure di contenimento che si moltiplicano e si fanno via via sempre più restrittive.
E così nei primi istanti di scambi l’indice francese Cac40 si muove in calo dello 0,8%, mentre il Ftse 100 e il Dax di Francoforte segnano rispettivamente una flessione dello 0,9% e dello 0,75%.
Anche l’indice Ftse Mib segna un calo dello 0,30% in area 21.550 punti. Tra i titoli del paniere principale, scivola sul fondo Exor con una flessione di due punti percentuali. La seguono Prysmian con un -1,5% e poi gli energetici con Eni in calo di circa l’1,3%. Si muove invece in controtendenza DiaSorin che con un +2,5% raggiunge la vetta del Ftse Mib, rimbalzando dalla recente debolezza. Bene anche Snam che schiva le vendite (+0,4%) dopo aver annunciato una partnership con De Nora per rafforzarsi nelle tecnologie per l’idrogeno, acquistando una quota del 33%. Debole Fca (-0,2%) dopo che ha deciso insieme a Peugeot di convocare le rispettive assemblee degli azionisti per il 4 gennaio 2021 al fine di approvare la fusione delle due società volta alla creazione di Stellantis che diventerà il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi.
Proprio questi dati sull’evoluzione della pandemia hanno fatto prevalere la cautela anche sui listini asiatici. A Tokyo il Nikkei 225 segna un -0,36%. Shanghai invece guadagna uno 0,21%, ma Hong Kong cede il -0,49%. Misti e attorno alla parità i future di Wall Street: il Dow Jones fa +0,06%, l’S&P +0,08% e il Nasdaq perde lo 0,12%.
Il petrolio in lieve ripiegamento dopo i rafforzamenti delle ultime sedute, mentre i mercati restano in attesa di segnali dei produttori sui loro intenti rispetto alle limitazioni all’offerta decisi per contrastare i cali di domanda. Il Brent è a 44,19 dollari al barile, -0,34% e il Wti tratta a 41,54 dollari al barile, -0,67%. L’oro scende dello 0,715% a 1.860 dollari l’oncia. Nel valutario l’euro/dollaro è 1 1,185, -0,025%, il dollaro/yen tratta a 103,85, +0,02% e il cross tra sterlina e biglietto verde quota 1,324, -0,241%.
Sul fronte macro non si prevedono indicatori rilevanti in arrivo dall’Ue. Negli Usa il focus è sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e sull’indice Fed Filadelfia di novembre, sulle vendite di case esistenti in ottobre e sul superindice sempre di ottobre. In Europa i riflettori sono invece puntati sulla riunione in videoconferenza del Consiglio Europeo. In mattina e nel pomeriggio sono attesi interventi del presidente della Bce, Christine Lagarde.
di: Maria Lucia PANUCCI
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