
L’oro è la seconda voce, dopo l’energia, delle esportazioni russe. A breve il divieto dell’import da parte del G7
La Russia è il secondo produttore al mondo di oro con un 10% del totale che viene estratto ogni anno. Secondo l’Amministrazione Usa si tratta della seconda voce, dopo l’energia, delle esportazioni russe. Nel 2020 l’export di Mosca ha rappresentato il 5% di quello globale. Il 90% della produzione russa è stata destinata ai Paesi del G7 che ora si preparano a bandire l’import del metallo prezioso.
Il divieto, che entrerà in vigore a breve, si applicherà all’oro di nuova estrazione o raffinato. Non riguarda l’oro di origine russa precedentemente esportato dalla Russia.
Le disponibilità auree russe sono triplicate dopo l’annessione della Crimea nel 2014 e il metallo prezioso è un’importante risorsa per la Banca centrale, soprattutto dopo le restrizioni imposte dall’Occidente. Secondo i dati del World Gold Council le riserve sono rimaste invariate a 2.301,64 tonnellate nel primo trimestre del 2022 rispetto agli ultimi quattro mesi del 2021.