
A Bruxelles, dove si parlerà di guerra e immigrazione, la presidente avrà un bilaterale con l’omologo ucraino
Appuntamento a Bruxelles per i Ventisette dell’Unione europea che si riuniscono in occasione di un attesissimo Consiglio Ue straordinario. Fra i tanti temi sul tavolo del Consiglio primeggia l’immigrazione, di cui si discuterà anche alla luce della bozza riscritta dagli ambasciatori sull’asilo, che “non funziona“. Ieri il presidente ungherese Orban aveva rilanciato la proposta di un finanziamento comunitario di muri, recinzioni e barriere fisiche ai confini.
A poche ore dall’inizio del summit, giovedì 9 febbraio, si apprende che il presidente Macron arriverà nella Capitale belga accompagnato da Volodymyr Zelensky che proprio ieri ha intrapreso il suo primo viaggio dall’invasione dell’Ucraina recandosi prima a Londra e poi a Parigi.
I due voleranno insieme al vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue, dove Zelensky incontrerà tutti i capi di Stato suddivisi in gruppi, dato il forte ritardo dei lavori in agenda; salta dunque il bilaterale inizialmente previsto con Meloni. Arrivata a Bruxelles, la premier ha commentato l’invito di Macron al presidente ucraino definendolo “inopportuno“, perché “la nostra forza deve essere l’unità“. Fermo sostegno, comunque, da parte dell’Italia che “vuole essere protagonista anche nella parte della ricostruzione“.
Mentre sul sostegno all’Ucraina il Consiglio si presenta compatto, la questione dei migranti e il tema degli aiuti di Stato divide i membri europei che avranno tempo fino a venerdì 10 per trovare un accordo sui due nodi.
La questione degli aiuti si snoda attorno al Green deal, il piano industriale rilanciato il mese scorso dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen che oggi riceverà le specifiche limature dei singoli membri. Da un lato ci sono i Paesi che invocano un ampio allentamento delle regole sugli aiuti di Stato come Francia e Germania, dall’altro i membri che potendo usufruire di meno spazio di manovra fiscale interna invocano più flessibilità nell’uso di fondi Ue, oltre a un incremento degli stanziamenti comuni per realizzare l’auspicata sovranità industriale (fra questi anche l’Italia, impegnata a scongiurare una ulteriore frammentazione interna).
«Continuiamo a ritenere che immaginare un fondo sovrano per sostenere le imprese e lavorare sulla piena flessibilità dei fondi esistenti debbano esser questioni da mettere sul piatto nel momento in cui alcuni che hanno uno spazio fiscale maggiore chiedono un allentamento sugli aiuti di Stato» ha infatti dichiarato Meloni appena arrivata a Bruxelles.
Il motto che potrebbe unire i Ventisette è lo stesso che ha permesso all’Unione di affrontare l’emergenza Covid, attraverso l’erogazione di aiuti “temporanei, mirati e proporzionati“.
«Questo tema – ha spiegato il ministro agli Affari europei Raffaele Fitto in audizione a Camera e Senato in vista del vertice – per quanto ci riguarda, non è marginale perché potrebbe riguardare un possibile utilizzo a questo scopo di risorse molto importanti quali quelle della coesione, del Pnrr, non avendo una nostra capacità autonoma, e che rientrerebbero in un utilizzo flessibile».
L’idea di un fondo Ue per la sovranità dovrebbe invece trovare concretezza nel lungo termine, dato che non è ancora stato raggiunto l’accordo sulla sua costituzione, con i Paesi “frugali” che spingono per sfruttare le “centinaia di miliardi di euro di fondi europei già disponibili” escludendo un nuovo piano di investimenti Next Generation Eu.
In salita anche la discussione sull’immigrazione. La Commissione porterà al vaglio del Consiglio una nuova proposta, basata sulla collaborazione con i Paesi di origine e di transito dei flussi migratori in modo da blandire l’emergenza degli arrivi. In campo ogni strumento utile a tale scopo, “dalla politica commerciale a quella dei visti“.
Al vaglio anche una proposta, sostenuta dall’Austria e ribadita anche ieri da Budapest, sul finanziamento di muri. Sul tavolo un finanziamento da tre miliardi di euro per dividere la Bulgaria dalla Turchia.