
Un mercato da oltre 3,6 mila miliardi di dollari
Shopping online e mercato ecommerce sempre più protagonisti tanto che, secondo le stime di Statista rese note durante il Richmond E-commerce forum organizzato da Richmond Italia, il 2023 si chiuderà con circa 3,65mila miliardi di dollari di ricavi, una cifra pari a un aumento del 10% rispetto alle cifre del 2022 e del 2021 quando il saldo finale risultò essere pari in entrambi i casi a 3,32 miliardi di dollari.
Non solo, ma le previsioni parlano di un 2027 che potrebbe arrivare a 5mila miliardi e mezzo di dollari con un tasso composto di crescita annuale dell’11,17%. A livello mondiale il 2023 sarà trainato dalla Cina mentre per l’Italia si parla di un tasso composto di crescita annuale tra il 2023 e il 2027 dell’11,59% e ricavi per quasi 48 miliardi di dollari. Considerando la percentuale della popolazione che effettua acquisti online, l’Italia è destinata a passare dall’attuale 68,2% al 72,4% del 2027. Meglio di Roma, però, farà Madrid con 71,2% che diventerà 84,8% superando quindi anche Francia (da 78,8% a 80,7%), Germania (da 81,5% a 83,9%) e Regno Unito (da 83,1% a 86,3%).
Tra i prodotti più venduti quelli del settore elettronica, fashion e il settore giochi-hobby-fai da te. Un grande contributo dei servizi sarà dato dall’intelligenza artificiale generativa con la creazione di schede di prodotti, risposte alle domande dei clienti, illustrazioni delle versioni 3D del prodotto e, soprattutto con l’analisi predittiva che, attraverso il monitoraggio degli ordini precedenti potrà prevedere la domanda futura e suggerire la gestione dell’inventario.
«Il settore ha raggiunto numeri importanti ma occorre registrare un andamento non lineare – ha spiegato Carla Parisi, direttore commerciale di Richmond Italia – Nel corso dell’ultimo anno abbiamo assistito a una crescita significativa della domanda, che ha aperto nuovi spazi a livello internazionale e in alcune nicchie strategiche per il Made in Italy come fashion, luxury, food e design. Allo stesso tempo si fanno sentire gli effetti negativi dell’inflazione e la marcata fluttuazione dei consumi. Questo avviene in un momento delicato, in cui merchant e brand sono chiamati a effettuare investimenti aggiuntivi per potenziare i canali di vendita e sviluppare servizi personalizzati».
FOTO: SHUTTERSTOCK